In principio la Triplice (Cgil, Cisl e
Uil) creo' i lavoratori tutti uguali. Il giorno dopo, pero', si accorse che alcuni di loro
avevano le tute blu e le mani sporche; li trasformo' subito in operai; gli altri molto
piu' puliti, li catalogo' impiegati ed a quest'ultimi concesse una settimana in piu' di
ferie, rispetto ai primi, forse perche' prediletti.
Il terzo giorno guardando giu',con molta piu' attenzione, noto' che alcuni di loro erano
anche belli, li prese da parte e disse loro che sarebbe stato sufficiente lavorare
quindici o vent'anni per poter andare in pensione, nacquero cosi' gli statali ed i
raccomandati. Gli altri, meno belli o per non dire brutti, avrebbero dovuto lavorare
trentacinque anni senza protestare, pena l'innalzamento dell' eta' pensionabile.
Il quarto giorno si avvide che tra i lavoratori c'era ancora troppa ugualianza: alcuni di
loro non erano belli, erano bellissimi. Certamente non potevano lavorare! La triplice,
creò qualcosa più volte tentata e mai riuscita nelle altre parti gel globo: i falsi
invalidi, i ciechi con la patente, i sordi che sentivano, i paralitici che correvano
.
Il quinto giorno la Triplice si affretto' a dividere i lavoratori in miriadi di contratti
di lavoro sezionando il tutto al laser, stritolando l'equilibrio retributivo permettendo a
secondo dei casi di percepire 13,14 o addirittura 17 mensilita'.
Dal sesto giorno in poi si riposò, perche' c'era la settimana corta, la riduzione
d'orario, la cassa integrazione, il part-time, i contratti di formazione lavoro, i
contratti di solidarietà, i lavori in appalto alle cooperative e soprattutto, la Triplice
capì, che bisognava lavorare meno per lavorare tutti, ma soprattutto che i sindacalisti
dovevano solo parlare, ma non lavorare.
Dopo l'unita' dei lavoratori, Cgil Cisl e Uil, i fratelli d'Italia, stanno pensando
all'unita' sindacale, unico ostacolo alla loro unione sono le Poltrone, troppe dovrebbero
saltare. Quindi meglio un Italia unita sotto tre Repubbliche Sindacali, che tanti
sindacalisti senza posto di lavoro, se di lavoro si puo' parlare, tenendo conto che la
maggior parte di loro la vera fatica0 l'ha conosciuta solo per un breve periodo.
Cofferati, D'Antoni e Larizza, hanno capito di aver sbagliato un "pochino" e che
qualchecosina non quadra nelle pensioni, mentre chi li ha preceduti, furbescamente ha
trovato un posticino umile di ministro, segretario di partito o sottosegretario di qualche
ministero. Loro che sono tre, pur essendo una persona sola: Cofferati, il Grande Padre
della Cgil, il grande vecchio sindacato, si il sindacato non dei lavoratori, ma dei
pensionati; DAntoni, per chi ben ricorda, è il Figlio, crocifisso a bullonate dagli
stessi operai, durante un comizio di piazza; Larizza, lo Spirito, si, ebbene si, proprio
un sindacato fatto tutto di spirito e fantasmi, perché non si trovano più delegati nelle
aziende del nord.
Questi, avendo finito i miracoli sindacali, rimangono lì perplessi cercando con qualche
gioco di prestigio per renderci tutti uguali in peggio, ovvero, riducendoci lorario
di lavoro, ma conseguentemente innalzando i ritmi; prolungando letà pensionabile
per tutti, inventando nuovi fondi pensioni gestiti sempre dalla stessa cricca, togliendo
scala mobile ed inventando regole bulgare per salvaguardare unicamente i loro privilegi.
Forse non hanno ancora capito che tagliando lo stipendio ai lavoratori rallentano il
commercio. Pensate a questa semplice equazione: busta paga piu' leggera = lavoratore che
acquista meno, di conseguenza le vendite del commerciante si riducono, meno vendite anche
per il grossista e produzione zero per gli industriali.
Pero' ci fanno notare che l'inflazione scende, per forza: tra un po' avremo solo i soldi
per pane e tasse.
Alleggerendo invece la busta paga dagli oneri impropri, eliminando trattenute assurde a
carico dei lavoratori e degli imprenditori potremmo avere un costo del lavoro piu'
competitivo. Questo e' uno dei tanti rimedi che insieme alle gabbie salariali, il SIN.PA.
da qualche anno propone. Ma per la Triplice ammettere che le ricette giuste vengano da
qualche altra testa, e non dalla loro, e' cosa difficile da digerire.
Ci propinano una guerra tra poveri, parlando in nome dell'unita' dei lavoratori e
spronandoci a far quadrato attorno a loro.
E se il SIN.PA. questo giovane sindacato, con le sue idee, i suoi programmi controcorrente
(se seguissimo la corrente della triplice non avremmo ragione di esistere, vi porteremmo
allo sfascio), nonostante l'incedere tentennante da bambino dopo i primi passi, nonostante
le cadute e i bastoni tra le ruote, riesce a star dietro e a dar fastidio ad un apparato
grosso, grasso, goffo, lardoso, impacciato e zoppo com'e' la triplice: pensate un po'
quando il SIN.PA. sara' cresciuto, la Triplice per starci dietro dovra' imparare a
correre, ve lo garantiamo noi.
Celestino Ostini

