E’ MOLTO MEGLIO FAR FINTA DI NULLA
( SENZA SOLUZIONE )

 

La nostra memoria normalmente tende a ricordare esclusivamente gli ultimi anni della nostra vita e ad offuscarne i precedenti, i giovani certamente non possono saperlo, ma chi ha i capelli grigi o pochi ne sono rimasti, sforzandosi un po' si ricorderà come si è evoluta velocemente, stranamente ed irrazionalmente la nostra vita.

Un esempio banale: tutte le auto che circolavano nella nostra città, in un giorno qualsiasi degli anni sessanta, non erano certamente superiori al numero delle auto che oggi sono parcheggiate all’interno di un qualsiasi parcheggio.

Analisi spietata: siamo cresciuti troppo in fretta e la nostra città non è cresciuta come noi, se il benessere ha permesso un incremento notevole delle auto, altrettanto incremento non ha avuto la rete stradale. Così, anche per tutte le altre piccole cose, i piccoli problemi di una volta, sempre più trascurati col passare del tempo, sono diventati enigmi piramidali.

Simultaneamente, nella nostra strana evoluzione, abbiamo creato una generazione di uomini-computers, abituati a simulazioni virtuali con vite di scorta in caso di errori, individui troppo sicuri che il gioco sia uguale alla realtà. Taluni, quando poi, nella realtà si ritrovano per le mani un’autovettura la usano come un videogames, ritrovandosi a percorrere strade ed autostrade slalomando e sgommando alla ricerca di bonus e tempi record, incuranti delle disavventure in cui possono incappare.

Persino il mondo del lavoro è stato stravolto: sono gli esseri umani che devono adattarsi alle macchine (produzione), macchine ed automatismi sono stati inventati per semplificare la vita degli esseri umani, non per renderla complessa e sottomessa. Le proposte di cambiamento (adattamento) arrivano da chi il mondo del lavoro lo vive in modo indiretto: uomini di governo e grandi sindacalisti che stanno seduti su una comoda poltrona, scienziati con troppa teoria senza nessuna pratica diretta di lavoro sudato, illustri luminari che trattano i lavoratori alla stregua di cavie, sapienti che ci prospettano il miraggio di lavorare 35 ore settimanali, chiedendoci di andare in pensione qualche anno dopo (con una mano danno e con l’altra ci tolgono, ovvero, invertendo i fattori il prodotto non cambia) nel frattempo ci troviamo a contrattare pacchetti di ore straordinarie, per esigenza, dobbiamo essere più flessibili lavorando di notte, Sabato e Domenica a ciclo continuo, Natale, Pasqua e Ferragosto.

Massima flessibilità, niente tempi morti, eliminare sprechi, lavoratori meno produttivi in mobilità.

Emergono alla realtà gli esuberi: lavoratori troppo giovani per andare in pensione, ma troppo superati per essere inseriti nel "nuovo mondo del lavoro", ovvero chi da troppo tempo esegue mansioni poco professionali che consumano il fisico, devono essere sostituiti con manodopera giovane, fresca, scattante e soprattutto meno costosa.

Ci inculcano nella testa che il lavoro bisogna prenderlo quando c’è, dobbiamo produrre quando il mercato lo richiede; dobbiamo essere sempre alla ricerca della massima competitività, senza creare scorte e magazzini onde innalzare i costi. Quello che produciamo oggi doveva essere pronto ieri, la risposta dei lavoratori deve essere immediata e vigorosa.

Ma dimentichiamo costantemente, che il più delle volte produciamo cose superflue, che non ci cambiano la vita se lo facciamo con qualche giorno di ritardo.

Non stiamo producendo viveri per risolvere la fame nel mondo, NO,per quel problema non esiste priorità tassativa, per quello abbiamo ancora tanto tempo a disposizione, ora dobbiamo lanciare subito sul mercato nuovi tipi di computers dotati di sistemi enormente più veloci, od una nuova autovettura più scattante con un’estetica ad sballo; innanzi tutto lo sviluppo della scienza, soprattutto la corsa al progresso,anche se ciò che realizziamo, in parte è inutile.

Quando l’omino dell’età della pietra ha inventato la ruota, ha prodotto qualcosa di rivoluzionario e duraturo nel tempo. Oggi si corre il rischio, che mentre un individuo stà inventando qualcosa di utile, dall’altra parte del mondo, c’è già qualcun’altro che stà alacremente lavorando per rendere inutile quello che il primo ha prodotto. Si creano computer sempre più veloci per diventare sempre più velocemente superati.

Si dice che una parte di "italiani" stà lavorando per dividere l’Italia, ebbene forse chi lo dice fa’ finta che siamo uniti, non si rende conto che siamo in un paese diviso all’interno di un mondo diviso: da una parte c’è chi non sa neppure di esistere e neppure sa’ che noi esistiamo, dall’altra chi fa’ finta che gli altri non esistano.

Mezzo mondo che non sa di che sfamarsi, ove l’unico problema è riuscire a vivere. L’altra metà del pianeta è satura di troppe persone che vivono il dramma degli anni 2000: quando sono chiusi nel "pensatoio* (WC), non sanno più che fare, sono alterati, disorientati, disperati, quando rimangono ................ senza carta igienica.

 

Tino Ostini

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