Piccoli passi e regole semplici.

 

20 novembre 1999-12-02

intervento di Celestino Ostini, al 2° congresso straordinario del Sin.Pa.

Ora, dopo quasi dieci anni, mi sento un po' come quel tizio che anni fa' faceva pubblicità ad una lozione contro la caduta dei capelli: ho fatto, ho fatto, ma di risultati ne ho visti pochi.

Oggi, siamo qui a porre un'altra pietra, per il cammino, non facile , di questo nostro sindacato, sino ad ora abbiamo avuto contro grandi nemici, ma purtroppo, anche qualcuno che ci avrebbe dovuto aiutare, ci ha da sempre considerato scomodi alleati.

E così ci siamo ritrovati con i nostri grandi padrini della Lega, che hanno perso il treno, poi hanno perso il tram, poi il pullman, il filobus, la metropolitana e tutto quello che gli passava davanti, ed ora, si ritrovano a leccarsi le ferite.

A questo punto, è meglio lasciar perdere i rancori interni, camminiamo diritti con le nostre gambe e senz'altro qualche risultato in più lo otterremo.

A questa nuova segreteria che sta sorgendo, io rinnovo il mio supporto e confermo che sono qui, sono pronto come sempre, datemi un obiettivo cui mirare e lo centrerò.

Anzi dirò di più, questa segreteria deve fare da regia, deve dare ad ognuno di noi un obiettivo, piccolo o grande, alla portata di ciascun delegato, solo così si può pensare di continuare, facendo tanti piccoli passi messi assieme e verso un'unica direzione, si può fare tanta strada.

Noi abbiamo bisogno di regole semplici, ideali fissi e ben determinati, ricordo che la Lega è nata per abbattere i complicati meccanismi politici, noi dobbiamo cancellare il distorto mondo dei contratti di lavoro.

Tutti noi abbiamo un grosso vantaggio sui nostri rivali della Triplice, certo sono degli ottimi parolai, autori del lavoro per sentito dire.

E qui apro una parentesi: durante una riunione sindacale, sono stato criticato da un confederale, mi è stato contestato che le mie erano solo belle parole e delle astratte teorie, loro hanno fior di laureati che tracciano linee sindacali, economiche ecc. ecc. mentre io sono e rimango un operaio.

Ebbene, gli ho risposto mettendolo in grossa difficoltà, ho semplicemente detto, che anch'io ho una laurea e me la porto sempre appresso, per mostrarla a gente come lui: gli ho fatto vedere le mie mani, una laurea di 27 anni di operaio!!!!!!

Gli ho ricordato quello che mi aveva detto un anziano capo del personale, dopo un colloquio per l'assunzione di un tecnico per la manutenzione, questi era un lavoratore forse troppo abile con le parole; il capo del personale, un anziano milanese, diede il suo verdetto dicendomi: quel lì el va' ben noo, el gh'haa i man tropp beij, per mi, el poeu benissim andaa sunaa ul pianoforte a la Scala.

Traduco per l'oltrepo: quello non va' bene, ha le mani troppo belle, con quelle mani può benissimo fare il pianista alla Scala di Milano

Come dicevo, la maggior parte di noi lavora, dobbiamo sfruttare questo grosso vantaggio, perché solo lavorando, si può rendersi conto del cambiamento, in peggio, che è avvenuto in questi ultimi anni.

Certo la Triplice a parole ci ha portato la riduzione d'orario, loro non lavorano e quindi non si sono accorti che lavorando meno ore, per rimanere competitivi, dobbiamo produrre quello che prima si produceva in 40 ore, dobbiamo essere disponibili a lavorare la notte, il sabato, la domenica e le festività, soprattutto produrre con scarti zero.

Nei prossimi contratti vogliono assorbire ROL (riduzione d'orario) e festività soppresse, per portare l'orario settimanale a 37 o 38 ore, chi lavora nelle piccole e medie aziende, come me, è stanco delle strane flessibilità, tutte a 90 gradi, e degli strani ritmi di lavoro che la Triplice, indirettamente, ci ha imposto. E' stanco del loro nascosto slogan che ci impone di "lavorare di meno per lavorare con più fatica".

Io, voglio tornare a lavorare, le mie belle 40 ore settimanali, con ritmi più accettabili e soprattutto, andare in pensione con 35 anni di contributi, non lavorare meno ore settimanali, produrre di più ed avere il miraggio della pensione con 37, 38, o forse 40 anni di contributi.

Non si sono accorti che il mondo dei lavoratori, nelle aziende private, si è ridotto ormai a due livelli, due livelli con un abisso tra di loro: nel primo livello troviamo il lavoro manuale, dove la competizione è estrema, un lavoro che si impara velocemente, che tutti possono fare, dove sul mercato, si trova sempre un altro che costa meno e che sa fare il tuo lavoro ad un prezzo inferiore, sia che provenga da una cooperativa o che sia un extracomunitario, poco importa, costa sempre meno ed è quindi più competitivo di te.

Al secondo livello troviamo il lavoratore esperto, specializzato, a differenza del primo è ben pagato, ma per restare a quel livello io so' quanta fatica costa, si, perché io sono uno di loro, con l'evoluzione frenetica attuale che circonda, so io quanto costa rimanere aggiornati, e non restare aggiornato, significa sprofondare velocemente al livello più basso.

Bene, ora concludo, torniamo qui tra noi, dove si sta creando un nuovo direttivo, ebbene, io sono ancora pronto a combattere, non mi sono mai fermato, chi mi conosce, sa che sono sempre pronto a lottare per un giusto ideale, non ho paura, sono duro da buttar giù; sono leghista di vecchia data ed in più un delegato Sinpa , del settore Gomma Plastica; una parte di me è fatta in lega, l'altra metà di me, "l'è fa' de goma".

 

Celestino Ostini

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