CONSIGLIO COMUNALE DEL 29 NOVEMBRE 2002

 

PUNTO N. 1

Signor Sindaco, colleghi Consiglieri, buonasera e buonasera ai presenti in sala. Ricordo, Signor Sindaco, che il voto al suo bilancio preventivo fu un voto negativo perché troppo incentrato sugli aumenti di prelevamento fiscale dalle tasche dei contribuenti e sulla diminuzione dei servizi. Mi pare che ‘anno che si sta chiudendo dia ragione alle mie dichiarazioni di allora. Ma non solo. Come ebbi modo di dire circa un anno fa. In occasione dell’approvazione del Bilancio consuntivo, un altro lato negativo dei Vostri bilanci è l’errata previsione di alcune spese, che evidenzia la mancanza di capacità revisionale di questa Amministrazione. Partiamo dai grandi numeri, allora, prima di esaminare alcune di queste voci nel dettaglio: entrambi gli allegati all’assestamento di Bilancio di previsione registrano come la differenza tra lo stanziamento previsto e quello assestato sia una variazione di un sesto. E tra tutte le voci ve ne sono alcune che francamente non sembra che fossero difficili da prevedere. Nell’allegato "A" vi è un aumento dell’introito per il servizio di refezione scolastica di 12.400- euro su 20.658- euro preventivati. Un aumento superiore al 50% che potrebbe far gioire gli sprovveduti, i quali potrebbero ritenersi in diritto di credere che l’aumento dell’introito sia dovuto a una maggior richiesta dell’utenza perchè il servizio è apprezzato. Credere ciò sarebbe un inganno perché così non è. Infatti il dato di 33.000 euro circa, che è la somma assestata dei proventi per la mensa scolastica, è una cifra assolutamente in linea con quelle che sono state le entrate per tale servizio negli anni precedenti. Dunque di null’altro si tratta se non di errata valutazione. E non è la sola. Vi sono 37.800- euro di mancati introiti per l’addizionale IRPEF, 22.000- euro di maggiori introiti per "accertamenti di ufficio" (ne avevate preventivati 26.000-, dunque quasi raddoppiano); 14 milioni di lire in più su 60 preventivate per la gestione del suolo pubblico, e via di seguito: i trasferimenti per le attività culturali raddoppiano così come pure aumentano del 50% le spese per manifestazioni ricreative. In un bilancio che quindi si rivela genericamente sballato il settore che quadra meno di tutti è quello della cultura: ma non sapevate prima le manifestazioni e le iniziative che intendevate fare? Vi sono poi alcune voci sulle quali sarebbe bello entrare nel merito ovvero il capitolo indicante la spesa per "acquisizione di beni immobili – urbanistici", che vede uno stanziamento da 0 a 50.000- euro, mentre la tutela ambientale ha un incremento di 30.000- euro a fronte di uno stanziamento pari a "0". Si noti che non entro nel merito delle singole variazioni, noto solo, criticandole, che molte previsioni dell’Amministrazione erano errate. Poi, posso essere anche contento di alcune variazioni, però all’atto della previsione erano errate, e secondo me c’è una carenza di capacità amministrativa in questo. Si noti ad esempio il forte incremento per gli oneri di urbanizzazione per i quali prevedevate di incassare 245mila euro e ve ne ritrovate 153.000- in cassa in più… e una situazione analoga si era verificata anche l’anno scorso. Anche per il Bilancio preventivo del 2001, come per quello 2002, ammonimmo l’Amministrazione dicendoVi, mettendoVi in guardia sul fatto che stavate sottostimando, e di molto, le cifre per gli oneri di urbanizzazione ma Voi avete sempre fatto finta di nulla, fingendo, perché sapevate che non era così, fingendo di credere che era giusto ritenere bassa la cifra per gli oneri di urbanizzazione. Se invece fosse stata più bassa tale cifra, in linea con quella che tra l’altro era la realtà, si sarebbe potuto far pagare alla gente 153.000- euro in meno di tasse, cioè circa 300milioni che a Bilancio servivano ma potevano arrivare non dalle tasse bensì dalla distruzione del territorio che le ruspe dei Vostri amici stanno attuando. Vedo che il tempo scorre ma credo di avere ancora qualche secondo per riprendere brevemente gli stanziamenti, peraltro già richiamati, per l’acquisizione di beni immobili in materia di urbanistica e ambiente: sono grossomodo 160milioni di vecchie lire che non erano previsti (i capitoli di spesa sono stati creati in occasione di questi stanziamenti) e per i quali non siamo a conoscenza né del modo col quale sono stati spesi né dell’effettiva necessità della medesima. Insomma, sono operazioni che ha fatto il Sindaco, Le votino i Suoi accoliti.

 

PUNTO N. 2

Signor Sindaco, colleghi Consiglieri, sarebbe difficile decidere in merito all’acquisto di un immobile se si volesse prendere una decisione con coscienza e non votare in base al proprio posto in assemblea. Anzitutto, come alcuni di Voi sanno, avendo visto i documenti martedì pomeriggio non ho avuto modo di vedere la documentazione completa. Dovendo acquistare un immobile la prima cosa che chiunque si chiede è: il prezzo è alto o basso?Non essendo io un commerciante non posso saperlo, se 42.000- euro è un prezzo congruo o meno, ma essendo io un Consigliere Comunale chiamato ad amministrare soldi pubblici (dunque non miei) mi aspetto che le strutture comunali siano in grado di stabilire ciò. La perizia è comparsa agli atti stasera, proprio in occasione della seduta di Consiglio Comunale, e, a quanto è emerso in sede di dibattito grazie al nostro CapoGruppo Donati Gianpietro, il valore dell’immobile è sottostimato, e questa affermazione è stata da Voi confermata anche se non avete spiegato il motivo di questa sottostima. Secondo me, inoltre, la perizia doveva essere disponibile non da ieri, come prevede il Regolamento del Consiglio Comunale, ma da martedì poiché martedì il Sindaco ha firmato, e io davanti a lui quando l’ha fatto, l’atto di compravendita. Nel quale atto veniva proprio pattuito il prezzo d’acquisto di 42.000- euro. Eppure io martedì ho chiesto di vedere gli atti pronti ma la perizia non mi è stata data anche se, secondo me, avrebbe dovuto esserci. Mi meraviglio inoltre che il sindaco abbia sottoscritto l’atto di compravendita senza prima la visione di una perizia poiché tutti quanti si rendono conto, tranne chi viaggia con il paraocchi per cui dà sempre ragione alla Giunta e sempre torto alla minoranza, tutti quanti si rendono conto che senza una perizia dell’immobile sia arduo giudicare un prezzo d’acquisto. A meno che non si considerino i soldi del Comune non soldi di tutti bensì soldi di nessuno, allora si compra molto più a cuor leggero. Un immobile che si acquista a prezzo sottostimato resta comunque un mistero perché se c’è qualcuno che lo acquista sottoscosto (in questo caso il Comune) vuol dire che c’è anche qualcuno che lo vende sottoscosto, e questo aspetto della questione è molto meno comprensibile. La seconda questione che entra in gioco al momento di pendere questa scelta è la conoscenza della destinazione d’uso del locale. Perché se dovete spendere 84milioni di lire per farne un altro luogo dove giocare a carte è un conto, se invece volete usarli per fare una farmacia comunale è un altro. Sia nell’atto di compravendita che nel prospetto di delibera è scritto che il locale verrà adibito per "servizi pubblici" oppure per essere dato in locazione a canone agevolato. In sostanza queste due definizioni vogliono dire che lo acquistate e poi ne farete quel che vorrete. Eppure scommetto che i Vostri giochi li avete già fatti. Quello che mi preoccupa, ed è l’ultimo aspetto sul quale mi soffermo, è la destinazione di locale a prezzo agevolato. Già ma… a chi? Non sarà la scusa, o l’opportunità, per catapultare qualche Vostro amico che potrà beneficiare di vantaggi rispetto agli altri commercianti? E che cosa venderà? Medicine, perché servono alla gente oppure modellini da collezione per puntare sul mercato d’elite? Perché anche questo, soprattutto questo, è l’aspetto da tenere presente. Dovendo fare una scelta, se il Comune debba avere o non avere un locale in più, tutti quanti, credo, sceglieremmo di averlo, ma la scelta deve essere vincolata da due fattori ovvero la convenienza del prezzo, e non ci è dato sapere il motivo della sua sottostima, e l’utilizzo da farsi, e neanche questo ci è dato sapere. Invito allora i Consiglieri liberi, soprattutto i Consiglieri di minoranza, che non hanno l’obbligo di votare in un modo o nell’altro e non rischiano danni fisici se votano difformemente, invito i Consiglieri di minoranza a porsi una domanda: fino a oggi i beni del Comune (il telefono degli uffici, le macchine del Comune, i buoni viaggio, i biglietti omaggio…) fino a oggi i beni del Comune sono stati usati per il bene della collettività o per interessi personali? Rispondete a questa domanda e capirete a cosa serve l’acquisto di quest’immobile.

DICHIARAZIONE DI VOTO

(dettata parola per parola al Segretario Comunale e integralmente trascritta nei verbali ufficiali dell’Assemblea)

Non conoscendo quali saranno le modalità di assegnazione del negozio, non sapendo il genere merceologico che verrà commercializzato, avendo sentito questioni non chiarite sul costo dell’immobile che risulta sottostimato (la perizia non si esprime in merito né rileva il fatto), pur essendo favorevole alla nascita di negozi a Nizzolina esprimo voto contrario.

 

PUNTO N. 3

Il discorso non è stato scritto, in sostanza è stato detto che questa Amministrazione non è credibile quando a parole si schiera contro la discarica mentre nei fatti incassa 290mila euro dal Comune di Gorla Maggiore provenienti proprio dalla discarica come "indennizzo ambientale". "Pecunia non olet", dicevano i latini: "i soldi non puzzano". Sono stati quindi richiamati il volantino n. 24 di "LEGA NORD – MARNATE IN PADANIA" e la mozione a firma mia del 2 ottobre 2001 ( prot. n. 11282) che intendeva impegnare l’Amministrazione Comunale ad atti forti contro la discarica e anche a rifiutare offerte di denaro come "indennizzo per i danni ambientali" ritenendo tale offerta offensiva nei confronti di quei cittadini che sopportano quotidianamente irrespirabili odori e pessime condizioni ambientali; la mozione fu respinta e ora si ha un’ulteriore dimostrazione del perché.

DICHIARAZIONE DI VOTO

E’ stata richiamata la comunicazione del Sindaco n. 12491 del 19 ottobre 2002 con la quale il Sindaco comunicava a me il non accoglimento di una mia mozione con la quale il Consiglio Comunale avrebbe dovuto / potuto invitare il Sindaco e la Giunta a non riconfermare l’incarico di Responsabile di procedimento per il servizio di Polizia Municipale all’attuale dipendente incaricato. Tale mozione fu respinta perché, scrisse il Sindaco, "l’argomento non rientra fra le materie di competenza del Consiglio Comunale". Pur non condividendo tale parere, dichiaro comunque di volermi attenere stabilito dal Sindaco non in base al mio personale favore o meno della mozione in votazione ma semplicemente applicando lo stesso metro di giudizio, sempre, quindi anche in questo caso. Pertanto il voto sarebbe favorevole ma, non rientrando la materia tra quelle di competenza del Consiglio Comunale (oltretutto non certo del Consiglio Comunale di Marnate, poiché la discarica si trova a Gorla Maggiore), dopo aver dichiarato l’incompetenza assoluta dell’organo assembleare, sono uscito dall’aula.

 

PUNTO N. 4

E’ stata letta l’interrogazione a risposta orale del 24 settembre 2002 (prot. n. 11216) e, integralmente, il testo di Legge allegato alla medesima. Dopo che il sindaco ha risposto asserendo la presenza dei crocefissi in ogni aula delle scuole elementari e medie di Marnate, dopo che il Sindaco ha dichiarato che all’Amministrazione non risulta il verificarsi di gesti di odio o fastidio verso l’emblema della croce o verso il crocefisso, mi sono dichiarato soddisfatto della risposta.

 

PUNTO N. 5

E’ stata letta l’interrogazione a risposta orale del 5 novembre 2002 (prot. n. 13173). Dopo che il Sindaco ha dichiarato nella sua risposta che non esiste forma di controllo da parte del Comune di Marnate per verificare che non ci sia un passaggio del cittadino da richiedente a cliente nel servizio di consulenza legale gratuita, ho dichiarato la mia insoddisfazione per la risposta data, ricordando quanto stabilito dall’articolo 19 del codice deontologico professionale dell’Ordine degli Avvocati: "DIVIETO DI ACCAPARRAMENTO DI CLIENTELA: "E’ vietata l’offerta di prestazioni professionali a terzi e in genere ogni attività diretta all’acquisizione di rapporti di clientela, a mezzo di agenzie o procacciatori o altri mezzi illeciti""

 

PUNTO N. 6

E’ stata letta l’interrogazione a risposta orale del 19 novembre 2002 (prot. n. 13912). A seguito della risposta del Sindaco e dell’Assessore ai Servizi Sociali, riprese e sintetizzate con successive note del 10 dicembre 2002 (prot. n.i 15034 e 15035) dichiaro che la risposta alle domande non è stata data.

 

PUNTO N. 7

Dopo che è stata ufficializzata la preparazione di osservazioni puntuali ad alcuni verbali, l’approvazione di quelli è stata sospesa mentre gli altri sono stati approvati anche se il mio voto è stato contrario.

ORDINE DEL GIORNO

 

 

 

ARTICOLO 1 ASSESTAMENTO AL BILANCIO DI PREVISIONE –

ESERCIZIO FINANZIARIO 2002;

ARTICOLO 2 – AUTORIZZAZIONE ACQUISTO IMMOBILE IN VIA ALIGI

SASSU DALLA PROPRIETA’ IMMOBILIARE IRIS S.R.L.;;

ARTICOLO 3 - MOZIONE IN MERITO ALLE NUOVE DISCARICHE

DI MOZZATE E GORLA MAGGIORE IN AMPLIAMENTO

DEGLI IMPIANTI ESISTENTI;

ARTICOLO 4 – INTERROGAZIONE PERSENTATA DA UN CONSIGLIERE

DELLA LISTA CIVICA MARNATE NIZZOLINA INSIEME;

ARTICOLO 5 – INTERROGAZIONE PRESENTATA DA UN CONSIGLIERE

DELLA LISTA CIVICA MARNATE NIZZOLINA INSIEME;

ARTICOLO 6 - INTERROGAZIONE PRESENTATA DA UN CONSIGLIERE

DELLA LISTA CIVICA MARNATE NIZZOLINA INSIEME;

ARTICOLO 7 - APPROVAZIONE VERBALI SEDUTE PRECEDENTI.

 

INIZIO SEDUTA: h 21,07 TERMINE SEDUTA: h 1, 10


CONSIGLIO COMUNALE DEL 10 OTTOBRE 2002

PUNTO N. 1 – APPROVAZIONE VARIANTE PIANO REGOLATORE

GENERALE ARTICOLO 2 LETTERA 1) LEGGE REGIONALE 23 / 97, REGOLAMETNO COMUNALE DI ATTUAZIONE SULLA PROTEZIONE DA CAMPI ELETTROMAGNETICI PRODOTTI DA ANTENNE PER TELECOMUNICAZIONI E PER TELEVISIONE

Se n’è parlato poco ma da qualche settimana il Governo ha di fatto liberalizzato un tema che ha riproposto l’eterno problema della convivenza fra il progresso e la tutela della salute dei cittadini: in questo caso si tratta dello spargimento delle onde elettromagnetiche. D’ora in poi, con il nuovo decreto legislativo del Governo, il 198 del 4 settembre, le battaglie contro i gestori degli impianti di telecomunicazione sono destinate a perdere. La nuova normativa infatti stabilisce in sintesi la possibilità di piazzare nuove antenne ovunque, superando le limitazioni ora esistenti: fermo restando il rispetto di taluni obblighi sarà possibile piazzare stazioni di ripetizione ovunque, quindi anche nelle vicinanze di asili, scuole, ospedali, oratori, case di riposo. Per procedere all’installazione basterà una dichiarazione di inizio lavori: l’autorizzazione preventiva spetterà solo all’Arpa, l’Agenzia Regionale per l’ambiente. A quanto ci risulta le richieste presentate finora e congelate valgono ora come concessione di inizio attività. Chiediamo conferma di questa nostra informazione e chiediamo anche se esistano casi del genere a Marnate e, se sì, quanti. Ricordiamo poi che tutto questo avviene perché siamo in assenza di prove concrete sulla dannosità delle antenne per la telefonia mobile ma ricordiamo anche che la dannosità di questo tipo di onde elettromagnetiche non è ancora stata neppure esclusa. Si veda quindi l’attualità dei nostri emendamenti (documento del 30 aprile 2002, numero di protocollo 5143) i quali proponevano ad esempio di stanziare una somma di denaro di almeno 5.000- euro per fornire assistenza legale a quei cittadini che dovessero avere disturbi di salute o disagi a cosa provocati dagli impianti di telefonia mobile; emendamento che è stato a suo tempo bocciato. A maggior ragione possiamo quindi dire che manca una tutela preventiva nei riguardi della salute dei cittadini e a questa situazione l’Amministrazione Comunale poteva porre rimedio accettando l’emendamento da noi proposto, ma avete preferito fare altrimenti. E la situazione sembra destinata a peggiorare dal momento che queste infrastrutture vengono definite "strategiche" e che agli operatori presenti in provincia ("Tim" e "Omnitel") si aggiungono ora "Wind" e gli impianti per la tecnologia "Umts". Ma gli Enti locali, altrimenti relegati al ruolo di spettatori, dovrebbero avere cura loro di commissionare uno studio sull’incidenza di tali fenomeni per la salute dei cittadini anziché unirsi per fare consorzi nei quali i Sindaci mettono dentro sé stessi nei consigli di Amministrazione, dovrebbero unirsi per commissionare studi a favore della salute, anche se poi non ci sono gettoni di presenza da arraffare avidamente e mettere in banca. Ora sarà l’Arpa, l’Agenzia Regionale prevenzione e ambiente, chiamata a vigilare sull’emissione di onde elettromagnetiche. Perché il comune non promuove questa forma di tutela per la cittadinanza? Perché non pubblicizza i numeri di telefono dell’Arpa (0332-327751) e perché non ne pubblicizza l’indirizzo ovvero via Caretti 5 a Varese? Lo stiamo dicendo noi adesso. Ma perché questi dati non vengono divulgati dal Comune che dovrebbe dire queste cose, anziché fare inutili polemiche sui giornali con altrettanto inutili comunicazioni che servono solo per appagare la vanagloria del Sindaco mentre si fregia di tale qualifica. Dovrebbe invece, il Comune, dire queste cose, dare queste informazioni, dire alla gente: "pensi che un’antenna emetta onde elettromagnetiche per Te dannose?Ecco, Ti puoi rivolgere a questo numero, chiamare l’Arpa". Invece nessuno lo fa. Fa più comodo incassare i soldi per l’affitto dalle convenzioni. Nessuno informa che c’è un servizio per la tutela dei cittadini: è questa omertà il vero silenzio / assenso dei Comuni. Fortunatamente, leggendo il decreto emerge che anche gli impianti con potenza inferiore ai 7 watt, come i ponti radio, saranno ora sottoposti al parere tecnico preventivo: cosa che non accadeva in passato, quando per aggirare questa norma si facevano impianti inferiori ai 7 watt così i gestori li mettevano dove volevano. Ma occorreva che questo regolamento avesse rivolto l’attenzione non solo ai ripetitori per la telefonia cellulare ma anche alle antenne radio e per la televisione, e ce ne sono, a Marnate. La verità è che oggi non esistono norme a garanzia o tutela della cittadinanza ma solo decreti che sanciscono parametri che cambiano di volta in volta a seconda non della salute dei cittadini ma della competenza o incompetenza del legislatore e delle esigenze dei gestori.

DICHIARAZIONE DI VOTO

Il discorso non è stato scritto, in sostanza è stato detto che, oltre a quanto dichiarato in sede di dibattito, il voto sarà contrario per la bocciatura , nel Consiglio Comunale di maggio quando tale regolamento andava in prima lettura, degli emendati proposti dal Gruppo Consigliare "MARNATE NIZZOLINA INSIEME" ovvero il vincolo dell’entrata in vigore del regolamento dopo l’acquisizione da parte del comune di studi scientifici precisi e provati che confermino la non pericolosità di queste strutture per la salute pubblica; il comune di Marnate avrebbe poi dovuto verificare l’effettiva attendibilità di questi dati chiedendo verifiche certe agli uffici dell’Assessorato alla Sanità della Regione Lombardia e agli uffici dell’Azienda Sanitaria Locale. Inoltre gli emendamenti intendevano promuovere la costituzione di un gruppo di lavoro che verificasse l’effettivo impatto sul territorio comunale di tralicci di telefonia mobile; si intendeva far precedere l’eventuale accettazione della richiesta di messa di tralicci di telefonia mobile dall’impegno dell’operatore di installare a proprie spese una centralina che verifichi l’emissione di potenza della stazione radio e il rispetto del limite massimo del campo elettromagnetico, perché un altro fronte sul quale il Comune può intervenire è quello del controllo, non essendo possibile intervenire con la prevenzione. Inoltre intendevamo, sempre con i nostri emendamenti, promuovere un tavolo di coordinamento con i Comuni limitrofi (Gorla Maggiore, Gorla Minore, Olgiate Olona, Solbiate Olona, Fagnano Olona e Castellanza) per la stesura di un programma di localizzazione per i tralicci di telefonia mobile nell’ambito del territorio descritto nella parentesi. Oltre a ciò si poi ricordato l’emendamento, molto importante,ai fini del controllo, emendamento già richiamato in sede di dibattito, che mirava a stanziare una somma non inferiore a 5.000- euro per fornire assistenza legale a quei cittadini che dovessero avere disturbi di salute o disagi a cose provocate dagli impianti di telefonia mobile. A seguito della bocciature di queste proposte, oltre a quanto setto nel discorso in sede di dibattito, questo Gruppo Consigliare non ritiene che la salute dei cittadini sia sufficientemente tutelata da questo regolamento e pertanto il voto non può che essere contrario.

 

PUNTO N. 2 – APPROVAZIONE VARIANTE PIANO PARTICOLAREGGIATO

AMBITO "AS 18" VIE DON SPOTTI / SAN LUIGI

Se qualcuno ha avuto modo di vedere la variante al piano particolareggiato ambito AS / 18 relativo alle vie Don Spotti e San Luigi, si sarà - forse - accorto che è prevista la demolizione dell’edificio indicato nella cartina (edificio situato in un cortile interno di via Don Spotti) e l’area sarà inserita nel piano particolareggiato AS 18: i nuovi edifici lì costruiti avranno caratteristiche similari a quelli in corso di edificazione. L’Amministrazione Comunale non incamera oneri di urbanizzazione in cambio della sistemazione di TUTTA la viabilità di via San Luigi. Fin qui il riassunto della storia. Sembrerebbe quindi un’operazione che non fa una grinza sotto nessun profilo, né tecnico nè di altro tipo, ma, come sempre avviene con questa Amministrazione, il trucco non si vede ma… c’è! Nella fattispecie, se noi andiamo a rivedere la convenzione stipulata lustri fa tra l’Amministrazione Comunale e l’immobiliare che sta edificando piazza San Francesco d’Assisi (convenzione chiaramente sempre relativa all’AS 18) notiamo che nella convenzione erano già inclusi i lavori che ora chiedete di fare in cambio degli oneri di urbanizzazione: nella fattispecie opere di infrastrutture quali strade e marciapiedi, acquedotto e fognatura, illuminazione degli spazi pubblici e persino la "realizzazione dei parcheggi pubblici e/o a uso pubblico posti su via San Luigi" nonchè la piantumazione di alberi: quindi la sistemazione di gran parte di via San Luigi era già stata messa in conto per i lavori di costruzione di piazza San Francesco d’Assisi; resta semmai fuori dall’accordo la sistemazione dell’incrocio tra via Sant’Ambrogio e via Cesare Battisti ma riesce difficile in questo caso pensare a quale "sistemazione dell’incrocio" avete in mente in assenza di un progetto specifico; oltretutto ci sono punti viabilistici molto più pericolosi cui mettere mano (peso all’incrocio tra via Cislago e la Strada Provinciale 19, all’incrocio tra via Lombardia e via Roma, tra via Legnano e via Roma… solo per citarne alcuni). Dunque in cambio del non pagamento degli oneri di urbanizzazione l’immobiliare eseguirà dei lavori che, in parte, già avrebbe dovuto fare: vantaggioso, per l’immobiliare, un po’ meno per il Comune. Ma, come già ho avuto modo di rilevare nel corso della serata, c’è una grande differenza di coinvolgimento tra i due soggetti in campo: mentre l’immobiliare stende il progetto, lo cura, lo rifà, tratta e ritratta con l’Amministrazione per far approvare le modifiche al suo piano… invece qui, sembra che non freghi niente a nessuno. Ed ecco che ancora una volta si ripropone quella strana differenza per cui una persona se si tratta di soldi propri sta attento e fa bene i calcoli cercando di non perderci, se invece i soldi sono quelli del Comune, cioè pubblici, cioè di nessuno - secondo la Vostra filosofia -, allora si vota con leggerezza e senza approfondire la questione. "Cosa ci perdo se la variante passa? Niente! Cosa ci perdo se la variante non passa? Niente! E allora, siccome sono seduto in maggioranza, voto a favore". Già, il Consigliere non ci perde né guadagna nulla ma il Comune SI’ che ci perde: dei lavori che potevano essere fatti in cambio del mancato introito degli oneri di urbanizzazione. Per cui non si può, non si può essere favorevoli a un progetto che è evidentemente sbilanciato a favore del guadagno del privato (che sta attento a non perderci perché i soldi che guadagna li usa per vivere) e a sfavore del pubblico (che se ne frega di perdere perché i soldi non sono di personale proprietà degli Amministratori). La filosofia del prendi 2 (lavori edilizi) e paghi 1 (in termini di oneri di urbanizzazione) è vantaggiosa per l’impresa (beata lei…) ma non per il Comune, cioè per i cittadini e noi qui dovremmo invece fare e salvaguardare proprio i loro interessi. Io non chiedevo una condizione a favore del pubblico e a sfavore del privato, ma equilibrata SI’.

 

PUNTO N. 3 – INDIVIDUAZIONE AREA DI RECUPERO AI SENSI

DELL’ARTICOLO 27 LEGGE 457 / 78 VIA SAN SEBASTIANO

Il discorso non è stato scritto, in sostanza è stato detto che si ritiene necessario recuperare il centro storico di Nizzolina che ora è visibilmente compromesso. Ogni giudizio sul piano in questione è però subordinato alla visione del progetto definitivo che per ora, come previsto dalla procedura per tali progetti, non è allegato in visione. E’ stato poi chiesto che fine faranno le persone che ora abitano l’immobile interessato.

 

PUNTO N. 4 - ADOZIONE PIANO DI RECUPERO VIA INDIPENDENZA

(scritto prendendo spunto dal medesimo punto del Consiglio

Comunale del 13 giugno 2002 – punto n.10 - in neretto le parti nuove)

Anzitutto una nota negativa sulla relazione dell’architetto: in essa il fabbricato viene indicato come "isolato" nel comune di Marnate: ma quale "isolato", è in una via centrale! Ma quale "isolato": è circondato da abitazioni! Non sarà mica una relazione prestampata… Nel disegno (RIFERIMENTO= TAVOLA 1) nel disegno è previsto un parcheggio: ma lo spazio per l’ingresso delle macchine è ridotto: infatti prendendo a riferimento i disegni pubblicati sulla tavola n. 2 e analizzando il rapporto in scala, lo spazio di accesso per le automobili dovrebbe essere meno di 2 metri. Questo nello specifico. Diciamo poi che, sostanzialmente, quello che caratterizza un’Amministrazione comunale è, oppure dovrebbe essere, la qualità della vita che si offre ai cittadini: un paese anonimo oppure "nato a caso" senza un filo conduttore logico che ne orchestri e armonizzi le costruzioni, di qualsiasi tipo (abitativo, industriale, sociale…); un paese nato a caso, dicevo, senza una connotazione urbana ed edilizia precisa, non può essere considerato un paese corrispondente con una qualità alta della vita, come i cittadini di Marnate e Nizzolina meritano. Interventi di recupero, come in questo caso, sono avvenuti a macchia di leopardo, senza una linea d0indirizzo precisa e si son risolti, nella maggior parte dei casi, nell’abbattimento degli edifici preesistenti a favore di condomini popolosissimi, vere e proprie scatole cinesi contenenti sempre più appartamenti, sempre più piccoli, sempre più vicini uno all’altro, sempre più attaccati uno all’altro. Sia per la tempistica di questi interventi, ripeto fatti a macchia di leopardo, sia per la qualità degli stessi, credo di poter affermare senza paura di essere smentito che il tessuto urbano di Marnate è la corretta cartina tornasole che dimostra quanto abbiate trascurato il territorio impostando l’urbanistica del paese sul modello degli interessi economici e non sul modello del "paese a dimensione d’uomo" come avrebbe potuto essere Marnate sotto un’altra amministrazione, più attenta alle esigenze dell’uomo che non a quelle del denaro: Voi edificate il più possibile nel minor spazio possibile non perché Vi piace il cemento ma per questioni di soldi: più costruite casermoni / conigliere più soldi incassa il Comune come oneri di urbanizzazione, e siccome i soldi non sapete più dove andarli a prendere van bene anche quelli che derivano dalla svendita del territorio. Lo schifo edilizio cui ci avete costretto culmina con i garage costruiti davanti all’entrata principale del santuario di Piazza IV Novembre. Certamente sembra non essere il caso di questa opera di intervento, perché si tratta di case più belle. Un auspicio che voglio fare per via Indipendenza è che queste nuove case vengano abitate da Lombardi, o comunque da settentrionali perché a furia di accogliere gente da fuori lo stato di via Indipendenza è ora sotto gli occhi. Per una via centrale di Marnate, di MARNA’, preferirei una altro sviluppo, anche se, certo una rondine non fa primavera. Signor Sindaco, colleghi Consiglieri, dovrebbe apparire evidentemente strano per tutti che un piano particolareggiato del genere non abbia ricevuto nessuna osservazione da parte dei cittadini: viene quasi da pensare che nessuno l’abbia visto. Dunque mi permetto di avanzare il sospetto che questo piano particolareggiato non abbia ricevuto osservazioni non per il fatto che vada bene, non per il fatto che i cittadini siano entusiasti di questo piano ma avanzo il sospetto che questo piano non ha avuto osservazioni perchè nessuno l’ha visto. E comunque ricordo quando, anni fa, c’era un partito politico, la Lega Nord, che presentava osservazioni ai Vostri piani urbanistici: non venivano neanche discusse in Consiglio Comunale! Di più, i Consiglieri Comunali della passata Amministrazione avevano tutta l’impressione di non averle neanche letti!!! Le uniche cose che venivano dette erano quattro parole dell’Assessore ai Lavori Pubblici assolutamente insufficienti a soddisfare i dubbi contenuti in quei documenti. Ed è chiaro che la gente non si diverte a scrivere per niente (a parte qualcuno), ed è chiaro che la gente si sente mortificata a scrivere per niente, e dopo non lo fa più. Le forze di opposizione presenti in questo Consiglio Comunale, che hanno sempre dimostrato una preparazione maggiore rispetto ai Colleghi, che da sempre hanno dimostrato una partecipazione più viva ai lavori Consigliari evitando quelle facce annoiate tipiche di chi, passivo, guarda il televisore e non può cambiare canale; le forze di opposizione, dicevo, dovrebbero interrogarsi sulla mancanza di partecipazione dei cittadini alla vita pubblica del loro paese; le forze democratiche di opposizione devono farsi carico di questo vuoto di partecipazione sociale perché quando manca la partecipazione popolare vuol dire il fallimento della politica. Spetta all’opposizione colmare questo vuoto. E ancora una volta, per quanto possiamo, lo stiamo facendo.

 

PUNTO N. 5 - ADOZIONE PIANO DI RECUPERO VIA DAMIANO CHIESA

(scritto prendendo spunto dal medesimo punto del Consiglio

Comunale del 30 aprile 2002 – punto n.10 - in neretto le parti nuove)

Appare evidente a tutti che le parole hanno un peso ed esprimono un significato. Nella fattispecie, parlare di "recupero" può essere ingannevole perché è un termine che lascia supporre l’esistenza di qualcosa che c’è, non va bene e va sistemato. Effettivamente passando in via Damiano Chiesa si può notare una cascina che risponde ai canoni sopra descritti ed effettivamente potrebbe essere plausibile pensare un piano di recupero che la interessi; anche da parte del Sottoscritto, che per varie ragioni ha occasione di entrare nella cascina, un intervento di recupero in tale area è ritenuta un’operazione meritevole. Finalmente a Marnate ci si decide ad abbellire, a recuperare, a fare nuove le cose vecchie perché ci si rende conto che il tempo passa per tutti, anche per le abitazioni. Ecco quindi che l’individuazione di un piano di recupero dovrebbe vedere l’unanimità del favore dei presenti in sala se non fosse che manca il progetto di quello che si vuole costruire al posto dell’edificio attualmente esistente. Quello che lasciamo lo conosciamo ma quello a cui andiamo incontro come sarà? Una discussione seria e serena dovrebbe essere incentrata su quello che verrà dopo, sui progetti in campo per la sistemazione dell’area in oggetto. Perché se è vero che l’area palesemente è da ritenersi oggetto di recupero urbanistico è comunque altrettanto vero che il recupero dovrà essere un’operazione degna di questo nome. Prendo in prestito una frase pronunciata recentemente dal Sindaco in questa sala: i disegni visti sulla carta sono tutti belli, poi realizzati possono riservare sorprese. Giungiamo a un’intesa: per il costruttore edile deve essere CONVENIENTE, per il paese deve essere BELLO, perché non basta buttar giù le cose vecchie e costruirne delle altre per dire "ho recuperato": il recupero deve essere un’operazione migliorativa non dei mattoni ma della struttura: è la struttura che deve essere recuperata e migliorata, che poi vuol dire abbellita: e abbellire vuol dire che dove prima c’era un bifamigliare domani ci sarà una villetta; dove prima c’era un albero domani ce ne saranno due; dove prima c’era un’area trascurata oggi c’è una fontana sgargiante di acqua e di vita. Ma è questo il "recupero" che ci si prospetta davanti? A tal proposito vorrei sapere dal competente Assessore Cerana, che ringrazio per l’esaustiva esposizione, quante saranno le famiglie che verranno ad abitare in questa costruzione; e, già che mi rivolgo all’Assessore Cerana, vorrei porrei altri quesiti: a) anzitutto chiederei di verificare il rispetto della distanza prevista per legge con il fabbricato sul lato est in via Silvio Pellico (dovrebbero essere 10 metri in totale, 5 ce ne sono dalla parte del caseggiato in costruzione, ma nel disegno non è indicata la distanza dall’altro edificio – dovrebbero essere altri 5 metri); b) quando e come verrà verificata la superficie drenante (superficie da lasciare a disposizione della natura per far sì che l’acqua torni al sottosuolo) visto che tutto è cementificato; c) avete considerato interventi viabilistici su via Damiano Chiesa? Diventerà a senso unico? Infatti la presenza del nuovo immobile incrementerà il numero di veicoli transitanti; i parcheggi che sono previsti come verranno fatti? A lisca di pesce sarebbero forse più agevoli… saranno pubblici o riservati ai residenti dell’immobile? d) infine: che sistemazione troveranno le famiglie che lì ora risiedono? Quando inizieranno i lavori dovranno infatti abbandonare la loro abitazione. Queste sono le domande aperte, a mio parere, su questo piano di recupero. Guardandomi in giro e guardando il paese vedo la costruzione solo di condomini, sempre più grandi e popolati e, quando va bene, villette bifamigliari. E questo perché? Perché negli anni ’60, quando si dice che non c’erano soldi, si edificavano ville o case autonome, oggi, che si dice ci siano soldi, si costruiscono immobili più popolosi? Qual è la logica: meno soldi abbiamo più grandi abbiamo le case, più soldi abbiamo più piccole abbiamo le case? Spero, ma lo credo fino a un certo punto, che questa costruzione inverta la tendenza.

 

PUNTO N. 6 – APPROVAZIONE PIANO DI RECUPERO AI SENSI

DELL’ARTICOLO 27 LEGGE 457 / 78 PIAZZA SAN FRANCESCO

Signor Sindaco, colleghi Consiglieri, quello di questa sera è un punto all’Ordine del Giorno che rivela qual’è la vera natura dei provvedimenti che sottoponete all’attenzione dei Consiglieri Comunali di minoranza e all’approvazione dei Consiglieri Comunali di maggioranza. Rivela qual’è la vera natura dei provvedimenti che sottoponete perché ha una storia particolare che dimostra che le parole, belle eleganti e burocratiche, che sembrano ineccepibili, in realtà sono solo il mezzo per arrivare al fine che, questo è il brutto, non coincide con l’interesse del paese. Il piano di recupero della piazza San Francesco proposto stasera dall’Amministrazione prevede lo stralcio da quanto concordato con l’impresa di un’opera pubblica nell’ambito della convenzione stipulata tra l’Amministrazione Comunale e la stessa immobiliare. Nello specifico, negli accordi, precedenti l’inizio dei lavori di edificazione selvaggia in quel fazzoletto di terra, l’immobiliare si era impegnata, sancendo questo impegno in forma ufficiale tramite Convenzione, si era impegnata, dicevo, a costruire una pensilina che costituisca passaggio coperto di collegamento tra i fabbricati. Ora, è chiaro che questa pensilina ha un costo; è chiaro che se l’imprenditore può evitare questo costo è contento, non è chiaro perché l’Amministrazione Comunale tenda ad assecondare questo desiderio. La giustificazione ufficiale fornita stasera è che al posto di quell’opera pubblica ne verranno fatte delle altre di maggiore utilità… vero, può essere: difficile dire che state mentendo se non andando per analogia con il passato. Ma stavolta guardando il passato è possibile trovare la dimostrazione delle Vostre falsità e dimostrare che quello che ricercate non è tanto il bene del paese, quello che ricercate è NON FAR COSTRUIRE LA PENSILINA di collegamento. Il fatto che la trovata di stasera sia non vera trova riscontro nei documenti depositati agli atti qualche mese fa, nel Consiglio Comunale del 27 novembre scorso quando l’impresa edile chiedeva sempre lo stralcio della realizzazione della pensilina perché "la conseguente presa in consegna da parte dell’Amministrazione Comunale comporterà per l’Amministrazione stessa gravosi costi economici per le necessarie e periodiche pulizie della struttura". Tale affermazione, discutibile se proveniente dall’Amministrazione assurda dal momento che proviene da un Ente a tutto dedito tranne che alla filantropia, fu inspiegabilmente ritirata nel tardo pomeriggio antecedente la seduta consigliare, inspiegabilmente. Ecco ora che la proposta torna nell’aula consigliare, però la scusa (perché a questo punto va chiamata con il suo nome: scusa) è diversa: togliere la pensilina per altri motivi. Diciamola giusta: un imprenditore deve saper fare i suoi conti; se costruisce 48 appartamenti di certe dimensioni, in una certa zona, in un certo contesto è perché sa di venderli a un certo prezzo e sa che copre le spese per i lavori sostitutivi degli oneri di urbanizzazione, e sapeva, questo immobiliare, che c’era il passaggio coperto, tra questi lavori! Certo se costruisce 48 appartamenti e uno lo regala perché lo vuole regalare o perché è costretto a regalarlo… bhè, allora la pensilina la paghi chi si prende l’appartamento gratis, mica il Comune! Sorprendente è poi il comportamento della Commissione Edilizia, commissione ritenuta "indispensabile" da questa maggioranza: c’è da votare favorevole quando l’impresa chiede di stralciare la pensilina per problemi di costi? E l’indispensabile Commissione Edilizia vota a favore. C’è da votare lo stralcio della pensilina per un altro motivo? E l’indispensabile Commissorie Edilizia vota favorevole. Purchè l’opera venga stralciata. Veramente indispensabile la Commissione Edilizia.

 

PUNTO N. 7 – APPROVAZIONE CONVENZIONE CON LA DITTA DELLA FOGLIA SNC PER LA CONCESSIONE DI SERVITU’ INAMOVIBILE PER L’ESECUZIIONE DI CABINA ELETTRICA IN VIA CRESPI

Il discorso non è stato scritto, in sostanza non sono stati sollevati pareri negativi verso la convenzione in quanto tale ma è stato sollevato il sospetto che nessuno l’abbia letta poiché essa contiene vistosi errori di grammatica e sintassi, pur essendo un testo di sole tre pagine. Ad esempio a pagina uno è scritto: "PREMESSO che tale richiesta è formulata a seguito di istanza inoltrata all’ENEL per la fornitura di una potenza superiore a quella attuale ha richiesto alla ditta stessa, la realizzazione di nuova cabina elettrica similare a quella esistente ubicata a ridosso della stessa, al fine di poter consentire la regolare erogazione di potenza della ditta "Della Foglia"": come si può osservare la prima parte, qui riportata in corsivo, non ha senso. Ancora, a pagina due nel punto "2" lettera "a" viene scritto"ed alle eventuali disposizioni impartire dall’ENEL (…)"mentre al punto "b" viene scritto "le indicazioni che verranno impartire dall’Ufficio Tecnico Comunale". Sono frasi che chiaramente non hanno senso, con verbi e parole mancanti e che bisogna tirare a indovinare per capire quali sono e ricostruire così una frase di senso compiuto… il tutto, si ribadisce, in una convenzione di sole tre pagine.

 

PUNTO N. 8 – MODIFICA ELENCO ANNUALE 2002 ALLEGATO AL PROGRAMMA OPERE PUBBLICHE 2002 / 2004 – VARIAZIONE AL BILANCIO N. 4

Signor Sindaco, colleghi Consiglieri, sarebbe indubbiamente riduttivo pensare che questo punto all’Ordine del Giorno possa essere considerato solo la "riqualificazione del tratto di via Diaz dall’incrocio di via Genova fino al confine con il Comune di Gorla Minore". Considerare solo questo aspetto del punto in questione sarebbe non soltanto riduttivo ma anche ingannevole nei confronti del Consiglio Comunale e di chi ha scelto di partecipare a questo consesso non per costrizione o per cercare fini personali ma perché intende concorrere alla vita amministrativa di Marnate con responsabilità e non con un passivo silenzio. Ora, chiaramente la Lega Nord è stata sempre attenta alla crescita del territorio e allo sviluppo urbanistico e non avrebbe quindi problemi a votare a favore di una riqualificazione stradale, pur sapendo comunque che tale riqualificazione non è in pericolo perché i Consiglieri Comunali di maggioranza, senza dire una parola, in maniera acritica, come sempre, come dei burattini che fanno tutto quello che il Sindaco chiede loro e lo fanno, va ammesso, senza sforzo, perché basta guardarli in faccia per capire che a loro di questi provvedimenti non frega niente e allora non si capisce il loro impegno politico in cosa si concretizzi; stante questa situazione parrebbe inutile sprecare tempo per preparare un discorso, sprecare tempo per leggerlo, sprecare tempo per capire il problema fino in fondo. Parrebbe ma non lo è e questo tempo, che per i neo-fascisti è sprecato perché ritengono di avere il diritto di aver già deciso tutto, è un tempo che dedico a tutte quelle persone, tante, che non si riconoscono in questa deriva di unanimità. E queste persone, poche o tante che siano, hanno il diritto di sapere che la riqualificazione di via Diaz è un provvedimento finanziato con i soldi della discarica, ovvero, detto in termini più gentili, eleganti, burocratici, formali, detto prendendo in giro la gente, con i soldi dati dal comune di Gorla Maggiore per "compensazione ambientale". 210.000euro, questa la cifra: più o meno 400milioni. Questi alcuni soldi dati a Marnate. Ma ce ne sono anche per Gorla Minore. Ci avviciniamo quasi al MILIARDO di lire. Voi capite cosa c’è davvero dietro alla discarica di Gorla Maggiore. Non certo la nostra salute, di cui a questi non frega niente, non certo la nostra sanità, di cui a loro non importa, non certo il nostro benessere che fa rima con il loro "disinteresse". I soldi, dietro alla discarica di Gorla Maggiore ci sono i soldi. Il sindaco a parole dice che a lui la discarica non sta bene, poi però ne prende i soldi. "Pecunia non olet" dicevano i latini… eh: avevano ragione: "i soldi non puzzano". La riqualificazione di via Diaz vale un ambiente malsano? La riqualificazione di via Diaz vale un’aria irrespirabile? La riqualificazione di via Diaz vale una discarica di fianco a casa? Ma neppure la riqualificazione di via Diaz è in gioco. Basta guardare i tempi. Oggi è il 25 ottobre 2002, manca circa un anno e mezzo all’elezione del nuovo Consiglio Comunale… ecco allora che i conti tornano: avete visto interventi viabilistici in questi anni? Eccoli che arrivano: on i soldi delle tasse , delle imposte, della discarica se serve, soldi che profumano o puzzano: soldi, purchè siano soldi. Ecco allora che qui non si vota la riqualificazione di via Diaz, qui si vota la campagna elettorale del successore del Sindaco Chierichetti che, par di capire, sarà l’Assessore Cerana ma, indipendentemente da tutto, sarà una persona che a parole combatte la discarica nei fatti ne incassa parte dei proventi. In questo caso si parla di 400milioni. E sono solo quelli ufficiali. Invito tutti a riflettere su quanto costi la discarica.

DICHIARAZIONE DI VOTO

Mi spiace se qualcuno si offende, ma si fa questo: il teatro è finito, si chiude il sipario e si passa a ritirarel’assegno. Non con il mio voto, che sarà un’astensione.

 

PUNTO N. 9 – MODIFICA CONVENZIONE PER IL SERVIZIO ASSOCIATO DI SEGRETERIA TRA I COMUNI DI CISLAGO E MARNATE

(scritto prendendo spunto dal medesimo punto del Consiglio

Comunale del 13 novembre 1999 - punto n.7 - in neretto le parti nuove)

 

Mi ritengo insoddisfatto, visti anche gli esiti, della convenzione fra i Comuni di Marnate e Cislago che rende possibile al Segretario dedicarsi al Comune di Marnate solo 3 giorni per 6 ore. Questo tempo per me è insufficiente, e il continuo scadere della qualità dei servizi offerti è di volta in volta sempre più evidente: delibere piene di errori (anche stasera ne abbiamo viste), fotocopie fatte in maniera indecente… che vanno ad aggiungersi a quanto già denunciai negli scorsi Consigli Comunali e negli scorsi giornali marnatesi della Lega Nord, in trascorsi incontri pubblici e volantini politici, e a quanto non ho detto per compassione. Ritengo pertanto indispensabile una generale riorganizzazione della macchina comunale al fine di dare ai cittadini un servizio consono alle loro esigenze e ai loro versamenti. Ritengo altresì che il Segretario debba avere un ruolo centrale nella macchina comunale e in uan sua eventuale quanto auspicata riorganizzazione, pertanto la sua figura deve essere più presente di quanto non lo è oggi. Inoltre credo che se il Segretario Comunale avesse più tempo a disposizione, potrebbe rispondere anche rispondere alle richieste dei Consiglieri: diverse volte, a fronte di richieste ben precise del Sottoscritto, è tornata indietro una risposta firmata dal sindaco e non dal Segretario, al quale invece avevo indirizzato il quesito. Certo un’eventuale bocciatura di questa convenzione comporterebbe alla persona del Segretario la perdita di alcune entrate economiche (se sono due i Comuni dove lavori, doppie sono le commissioni da presiedere e i gettoni da ricevere) ma ne guadagnerebbe il servizio reso al cittadino. Vi è poi una domanda tecnica che intendo rivolgere: la Legge n. 267 dell’agosto del 2000, il Testo Unico degli Enti Locali, stabilisce che al cambio di un’Amministrazione il Sindaco ha cento giorni di tempo per decidere se cambiare il Segretario Comunale; la convenzione che i Consiglieri Comunali approveranno stasera prevede invece che l’eventuale revoca del Segretario Comunale sia di competenza di uno dei due Comuni, in questo caso Cislago, che però va al rinnovo del proprio Consiglio Comunale in tempi notevolmente differenti rispetto a quelli di Marnate (Cislago è andato alle urne l’anno scorso e ci tornerà, salvo improbabili colpi di scena, fra 4 anni, nel 2006, Marnate invece sarà chiamata al voto nel 2004, salvo anche in questo caso improbabili colpi di scena). Ora io mi chiedo: in caso di cambio di Sindaco e maggioranza, sarà possibile per l’eventuale nuovo Primo Cittadino di Marnate cambiare il Segretario e nominarne uno nuovo oppure sarà vincolato alle scelte di Cislago?

RISPOSTA: SI’, sarà possibile: al Comune di Marnate basterà sciogliere la convenzione e sarà libero da ogni vincolo.

 

 

 

INIZIO SEDUTA: h 21,07 TERMINE SEDUTA: h 1,07

 


CONSIGLIO COMUNALE DEL 10 SETTEMBRE 2002

 

PUNTO N. 1 - ADOZIONE VARIANTE GENERALE AL PIANO REGOLATORE

DOMANDE TECNICHE

Il discorso non è stato scritto. Dopo la relazione dell’Architetto Pierluigi Zibetti sono state fatte delle domande tecniche, precedute però da una nota, ovvero l’invito a mostrare negli incontri pubblici e nelle successive riunioni del Consiglio Comunale dedicate al "P.R.G" delle copie del Piano a colori affinché a colpo d’occhio sia possibile identificare le aree a verde, quelle a vocazione industriale, abitativo, quelle adibite a servizi eccetera… sarebbe così possibile rendersi conto immediatamente della situazione di Marnate che è critica per quanto riguarda il verde pubblico. Le domande: 1) quanti addetti prevede il nuovo Piano Regolatore Generale per le zone produttive? 2) E’ stato fatto uno studio degli immobili non abitati (superfici e relative cubature)? Si possono reperire questi dati dalla relazione? 3) Come mai una gran parte degli insediamenti sono stati individuati al di fuori del perimetro edificato precedente? 4) Quante domande sono state accolte e quante respinte?

SVILUPPO INSOSTENIBILE

Dopo le risposte dell’urbanista, nel corso del dibattito si è detto, parlando a nome di "MARNATE NIZZOLINA INSIEME" che la posizione del Gruppo Consigliare è di dire "SI’ alla costruzione di nuove abitazioni ma la tipologia deve essere quella della casa, dell’abitazione per il figlio, non della speculazione edilizia che fa pagare, caro architetto Zibetti, non la speculazione edilizia che fa pagare un appartamento come qualche anno fa si pagava una villetta". Ciò premesso la posizione del Gruppo di opposizione non poteva quindi che essere contraria: il nuovo Piano Regolatore Generale prevede una possibilità abitativa a Marnate di 8.000 persone nell’arco di dieci anni, contro le attuali 6.000, in un territorio che oltretutto è già quasi completamente urbanizzato e quindi lo spazio è poco… dunque, per far spazio a un tale incremento abitativo, è logico e ovvio prevedere che si sfrutterà al massimo lo spazio disponibile costruendo non case e villette (sarebbe impossibile arrivare a 8.000 abitanti con tali tipologie abitative) bensì palazzi e condomini sempre più grandi per contenere il maggior numero di persone. La gravità del tutto è incrementata dal fatto che i servizi demografici ci parlano di una situazione sostanzialmente stazionaria che prevede un aumento della popolazione dell’1% circa in dieci anni… questo è lo sviluppo della società marnatese ma il P.R.G. prevede invece uno sviluppo del 43%! Sempre la società marnatese tende a privilegiare, è uno sguardo sul territorio a dimostrarlo, la costruzione abitativa di case e villette autonome: ecco che si può dire che il P.R.G. varato dalla Giunta va dalla parte opposta rispetto a quanto chiede e vuole la gente e il territorio.

LA FARSA DELLA COMMMISSIONE DI STUDIO

E’ stata poi fatta una digressione sui lavori preventivi del Piano, come una commissione di studio che era una farsa, infatti quando i commissari si sono dichiarati contrari a certi passaggi l’Assessore ai Lavori Pubblici ha minacciato di sciogliere la commissione, e, cosa ancora più grave, il Piano Regolatore è stato cambiato a pochi giorni dal Consiglio, nonostante i Consiglieri avessero avuto la possibilità di visionarlo dal 20 agosto: eppure lunedì 9 settembre (ieri) il Piano che è ora in Consiglio è diverso da quello che c’era fino a venerdì6 settembre: questa è stata definita una presa in giro dei Consiglieri Comunali. La cosa è aggravata ancora di più se si considera che nel prospetto di delibera è scritto che il Piano è stato oggetto di consultazione con gli Enti interessati (Regione, Provincia e le Amministrazioni interessate): questo confronto è avvenuto il 02 / 09 / 2002, quindi con un piano diverso da quello che ora è ufficiale! Delle due l’una: o quella riunione era una cosa seria, e allora va rifatta perché il Piano visionato non era quello giusto oppure era una pagliacciata e allora tanto valeva non farla.

 

RISPOSTE ALL’URBANISTA

Si è poi entrati nel merito delle risposte dell’architetto Zibetti alle domande tecniche a lui rivolte prima. 1) la risposta è stata un "non lo so": ma allora come si fa a dire "SI’" o "NO" a delle domande di ampliamento imprenditoriale o nuovo insediamento se non si sa il numero degli occupati quale sarà? E’ fondamentale sapere se uno vuole distruggere parte del territorio per costruire un’impresa che darà lavoro a 20 persone oppure per costruire un magazzino di deposito che darà lavoro a 3 persone col muletto; 2) non è stato fatto uno studio sugli immobili non abitati perché non è più obbligatorio farlo, anche se la stima è del 4%… come risposta è stata definita deludente sotto il profilo pratico e in esauriente; 3) sono stati realizzati nuovi insediamenti fuori dal perimetro edificato perché c’erano dei "buchi" da colmare… ma questa situazione è stata determinata apposta dai precedenti Piani Regolatori per permettere di costruire oggi in zone che altrimenti sarebbero ritenute inopportune come luogo di nuovi insediamenti; 4) le domande presentate sono state circa 120, accolte quasi per la metà: perché alcune domande sono state accolte e altre no? Spesso le "Direttive di altri enti" (Enel, Telecom, vicinanza con i fili della corrente piuttosto che con l’autostrada…) sono state usate come scusa per dire di no ad alcuni cittadini ma, a ben guardare il territorio marnatese, si può notare che, pur trovandosi nella medesima situazione, ad alcuni cittadini è stato concesso quello che ad alti è stato impedito.

PUNTUALIZZAZIONI PARTICOLARI

Sono poi state fatte delle osservazioni più generali: nella relazione globale dell’architetto Zibetti, il professionista ha detto che, leggendo la sua relazione, il Sindaco si è lamentato di non essere stato lodato, ma l’architetto smentisce che la sua relazione sia poco generosa verso l’Amministrazione. Il che vuol dire che o il Sindaco non capisce quello che legge, o non ha letto la relazione oppure è stata solo una frase / scusa per fare le lodi al Sindaco con la scusa di dire "La smentisco". A questo Gruppo di minoranza poi le cose piace anche sapere quanto si pagano, per cui è stato chiesto: quanto è costato il Piano Regolatore Generale? Quanto è stato pagato il professionista per redigerlo? E’ stato poi detto che, quando si andrà ad urbanizzare, le aree costeranno poco: già. Perché si è già urbanizzato in aree non abitate! Vuol dire che le aree costeranno poco perché i cittadini le hanno già pagate… e ora a chi costeranno poco, agli operatori dell’edilizia? Resta un punto aperto il capitolo "Strada Provinciale 19", il Piano Regolatore Generale non se ne occupa ma è un problema perché, da quello che si conosce essere il suo tracciato, taglierà in due il paese. Forse è una scelta fatta in odio al nostro Gruppo Consigliare di opposizione, che si chiama "MARNATE NIZZOLINA INSIEME" ma l’esito che avrà sarà proprio quello di dividere ulteriormente il paese dalla sua frazione. Zona industriale: è stata ricoperta di lodi da parte del Sindaco e dell’urbanista: ma se ci sono le case in mezzo ai capannoni! Oltretutto la Zona Industriale assolve a una funzione che non le è propria, o quantomeno non dovrebbe esserlo: se uno vuole fare una passeggiata in un luogo tranquillo, se una persona un po’ di pace e di fresco d’estate, se vuole un luogo dove camminare senza traffico né caos… paradossalmente è proprio lì che deve andare, nella zona industriale! E’ stato detto poi che l’assegnazione delle volumetrie sarà un compito che verrà lasciato al Consiglio Comunale, e anche su questo il Gruppo Consigliare esprime contrarietà: vuol dire un continuo ricatto che questa maggioranza potrà avere, potenzialmente, nei confronti della cittadinanza. Inoltre non si è sentito parlare di servizi al cittadino che dovrebbero essere una delle colonne portanti di ogni Piano Regolatore Generale.

TRASCURATO IL CENTRO STORICO

Un altro fattore negativo di questo Piano è che, dando la possibilità di costruire nuove abitazioni ma contemporaneamente mantenendo forti vincoli edilizi nel centro storico dove è difficile ristrutturare e pressoché impossibile costruire un’abitazione come si vuole perché ci sono mille lacci e laccioli… ebbene le difficoltà di costruire ed edificare nel centro storico unite con la possibilità di trasferirsi altrove fa sì che la gente abbandona il centro del paese per spostarsi in periferia e così il centro storico viene popolato sempre più da extracomunitari e sempre meno da marnatesi. Noi non abbiamo niente contro gli extracomunitari, però preferiamo che nel centro storico ci siano possibilmente i residenti in paese non gente che viene da fuori. Diciamo noi vogliamo invertire le parti: questo Paino Regolatore Generale dice, riferendosi al ceNtro storico, "+ EXTRACOMUNITARI - MARNATESI" noi invece vogliamo invertire e dire "- EXTRACOMUNITARI + MARANTESI".

CONCLUSIONE: UNA COLATA DI CEMENTO INSOSTENIBILE

Al di là di tutto il punto centrale, che porterà il Gruppo di opposizione "MARNATE NIZZOLINA INSIEME" a votare contro il Piano Regolatore Generale è lo sviluppo previsto: 8.000 persone. Troppe, uno sviluppo eccessivo che è insostenibile: parlando in percentuali vuol dire una crescita del 43% mentre la crescita naturale è dell’1% arrotondato per eccesso. E poi vuol dire che si costruiranno solo condomini e palazzine sempre più piccole e una attaccata all’altra, mentre noi siamo per la villetta, la casa autonoma di chi ha il terreno e lì vuole edificare l’abitazione per il figlio che si sposa. Non svendere il territorio alle imprese, alle betoniere che vengono da Milano, questo è quello che volete voi, noi invece vogliamo che il territorio della gente possa servire alla gente e alle due necessità, con un’edificazione di condomini che deve esserci per venire incontro a chi, magari momentaneamente, non ha i soldi per permettersi una casa grande, ma deve esserci, la costruzione di condomini, il più possibile limitata e comunque devono essere condomini piccoli lontani da modelli di "iper popolamento" stile Milano o Sesto San Giovanni. Chiaro che così a 8.000 abitanti non ci si arriva più… infatti non è quello che vogliamo: noi volgiamo che il territorio dei marnatesi resti ai marnatesi e non venga ceduto, magari svenduto, ai costruttori immobiliari. Quelli che vogliono la variante al paino Regolatore Generale, e sono tanti soprattutto tra i costruttori edili, probabilmente avrebbero preferito che non arrivasse il Gruppo Consigliare "MARNATE NIZZOLINA INSIEME" che, invece, si mette a difendere il territorio e non vuole sentir parlare di speculazioni. Vogliamo mettere fine alle mani sul paese e sulla terra della gente da parte di questa maggioranza. Spesso e volentieri, del meccanismo delle varianti ai Piani Regolatori, è stata fatta carne da porco. Legalmente si mettono, chi è in maggioranza e decide come devono andare le cose, le mani sul territorio e si distrugge tutto quanto. Noi, questo Gruppo Consigliare, "MARNATE NIZZOLINA INSIEME", con la forza che abbiamo, faremo di tutto per impedirvelo.

 

PUNTO N. 2 - APPROVAZIONE PROTOCOLLO D’INTESA PER LA PREDISPOSIZIONE DEL PROGRAMMA INTEGRATO DI SVILUPPO LOCALE (P.I.S.L.) TRA I COMUNI DELLA VALLE OLONA

Signor Sindaco, colleghi Consiglieri, anche quello di stasera è un "atto di fede" che si chiede ai Consiglieri Comunali che ragionano. Leggendo il protocollo d’intesa si ha un elenco di quelli che sono alcuni problemi della nostra zona come la salvaguardia del livello occupazionale, la compatibilità ambientale, il rischio idrogeologico, la pianificazione pubblica… insomma un lungo elenco di problemi cui però non fa seguito neanche una risposta. Si fissano gli "OBIETTIVI" tutti positivi, mica niente da dire, ma non si dice "COME" li si vuole raggiungere. Esempio: uno legge "PROTOCOLO D’INTESA" e dice: "Oh bene, i Comuni van d’accordo, vediamo su che cosa". Risposta: "adottare politiche per lo sviluppo sostenibile attraverso iniziative mirate a tutelare le risorse ambientali". "Oh bella - dice il lettore – e come?". Il documento non lo dice e passa ad altro: "ridurre i fattori di rischio, potenziare le opportunità del patrimonio naturale e culturale". "Oh ri-bella – dice ancora il lettore – ma io voglio sapere come!!!" Ora, non solo il piano non lo dice, il come, ma, come si può osservare, abbiamo letto tre sinonimi cioè con diverse parole si dicono le stesse cose. Cosa faccio io quando "tutelo l’ambiente"? "Riduco i fattori di rischio". E viceversa: cosa faccio quando "riduco i fattori di rischio"? "Tutelo l’ambiente". E quando "potenzio le opportunità de patrimonio naturale"? Faccio la stessa cosa! E così continua tutto il piano pagine e pagine, parole su parole anzi: "Fiumi di parole" come cantavano i Salisse qualche anno fa al Festival di Sanremo. "Fiumi di parole" che passano via, e resta il niente. "Programmazione e realizzazione degli interventi di tutela del territorio dal rischio idrogeologico": quali interventi? ? E non è un’operazione già inclusa nella "tutela dell’ambiente"? E non è già incluso nello scopo, detto poc’anzi "Ridurre i fattori di rischio"? O nel "potenziare le opportunità del patrimonio naturale"? E’ la stessa cosa! Possiamo prendere una frase a caso, leggerla e ci accorgeremmo 1) non è la soluzione ma il problema; 2) è sempre la stessa cosa ripetuta mille volte. E poi ci sono frasi senza senso "iniziative mirate a potenziare le opportunità che il patrimonio naturale e culturale quale elemento essenziale per la crescita delle comunità locali". Punto. "Che" fa la congiunzione "Il patrimonio" è il soggetto… e il verbo? E il resto della frase? Siamo al livello della prima elementare "Pierino va a fare la spesa che la mamma…" e poi il bambino aggiunge verbo e complemento oggetto: il bambino lo fa… i Consiglieri Comunali no! E questo documento è stato approvato da molti Comuni, eppure è ancora così! Ma qualcuno le legge queste carte, oltre che approvarle? Questi Consiglieri Comunali di maggioranza senz’altro no. Tornando al progetto di aggregazione Voi in realtà, questo vedo io, non avete obiettivi comuni né progetti ma volete solo metterVi insieme per prendere i finanziamenti. Per fare cosa? "Prendiamo i soldi poi vediamo", non mi sta bene come risposta. E poi, come sempre, spazi ai Vostri amici, alle cariche con annesse bende e prebende (nomina di professionisti esterni e responsabili di procedimento).

 

 

PUNTO N. 3 – APPROVAZIONE CONVENZIONE TRA LE POLIZIA MUNICIPALI DEI COMUNI DI MARNATE E GORLA MINORE PER L’ORGANIZZAZIONE DI FUNZIONI COMUNI E SERVIZI SOVRACOMUNALI DI CONTROLLO E SICUREZZA. PROGETTO "COMUNI SICURI" – LEGGE REGIONALE N. 8 / 2000

Signor Sindaco, colleghi Consiglieri, al di là degli errori grammaticali sempre presenti nei Vostri documenti (ad esempio nel prospetto di delibera sotto "VISTA" è scritto "DA" inteso come "voce del verbo dare" senza accento, mentre la lingua italiana che si insegna alle elementari lo richiede… ma è solo un esempio), al di là degli errori di grammatica, che mi meraviglio nessuno abbia visto (forse perché nessuno ha letto o perché nessuno conosce le regole - nessuno dei Consiglieri di maggioranza, ovviamente), al di là di questo trovo ingiustificate da parte di questa Amministrazione frasi, scritte nelle delibere di Giunta, che parlano di "fatti criminosi o legati alla microcriminalità e al vandalismo che procurano situazione di allarme e disagio tra i cittadini più indifesi". Ma se avete sempre detto il contrario! Ricordo le parole del ViceSindaco Cerana su "LA PREALPINA" del 21 febbraio scorso, pochi mesi prima di dire queste cose, ricordo che disse: "Lasciamo parlare i fatti: Marnate è indubbiamente il più tranquillo dei paesi della zona, grazie a Dio e anche ai ragazzi, che non sono affatto agitati". Ma allora per Voi Marnate è un territorio tranquillo o che presenta situazioni di "allarme e disagio". E se a Marnate ci sono situazioni di "allarme e disagio", come scrivete nel verbale di Giunta e come scrivete nel prospetto di delibera, ebbene se ci sono questi fatti li dovete denunciare: dove sono i Vostri esposti per queste situazioni, dove le denunce e le segnalazioni, dove sono? Ma Assessore Cerana non era Lei a dire al Gruppo di opposizione che "quando eravamo a conoscenza di illeciti li dovevamo denunciare"? Noi abbiamo sempre fatto ciò, sempre abbiamo denunciato gli illeciti ai carabinieri o alla Procura ma Lei che parla bene… razzola male? Perché o tra fuori, ora, le denunce fatte in ragione degli atti criminosi di cui parla nel verbale di Giunta, o ha scritto quella frase solo per avere i soldi della Regione oppure Lei ha due facce. Anche la Polizia Municipale in una lettera scritta in risposta a un mio esposto sostiene che "è importante che i cittadini si facciano parte diligente e, se sono al corrente di fatti criminosi o vandalici, denuncino gli autori degli stessi". Violà, più chiaro di così: lo scrive il Comandante della Polizia Municipale di Marnate. E Lei, Assessore Cerana, che scrive di "fatti criminosi o legati alla piccola microcriminalità che mettono in allarme i cittadini" quanti ne ha denunciati? E Lei, Sindaco, quanti ne ha denunciati? E il Sindaco di Gorla Minore, quanti "autori di fatti criminosi" ha denunciato? E gli stessi agenti di Polizia Municipale, quanti ne hanno denunciati? Hanno denunciato, Loro, i vandali di piazza Paolo VI? E quelli di piazza Repubblica? E quelli di piazza IV Novembre? Loro, che fingono di non sapere che, dietro denuncia, la magistratura non farebbe niente perché non persegue né gli atti di microcriminalità né i minorenni che li compiono, Loro, che fingono di non sapere che una denuncia in tal senso esporrebbe solo al pericolo il querelante; Loro, hanno mai denunciato qualcuno? No. La doppia faccia. Voi, maggioranza consigliare, Voi, Polizia Municipale, quando si parla di ordine pubblico dite che la situazione è sotto controllo e inferiore a quanto accade negli altri paesi, ma quando c’è da prendere i soldi dalla Regione raccontate di situazioni catastrofiche tant’è che Marnate ottiene finanziamenti di "Tipologia C" cioè finanziamenti del 60% del progetto: il massimo. Eh… la doppia faccia… dopo ci si trova in chiesa per la professione di fede… eh… quando si parla agli elettori "Tranquilli!!! Va tutto bene: ordine pubblico sotto controllo" quando si parla con la Regine, che eroga i soldi: "O mamma… siam pieni di delinquenti… gli atti vandalici… polizia…". E la Regine paga. Ah, la Regione: son soldi dei Lombardi eh, le tasche sono sempre queste. 44.000 euro dalla Regione. Sarà contento chi se li prende perché fa gli straordinari. 44.000 euro. Per passare la sera a caccia di chi viaggia senza cintura, a caccia di chi bagna il prato in orario non stabilito, a caccia di chi brucia le foglie nel suo giardino, a caccia di chi si ferma qualche secondo in zona vietata. I vandali li abbiamo visti, spadroneggiare tutta l’estate: qui in piazza, tanto perché siamo qui, alla sera c’erano macchine parcheggiate davanti al Comune, ripetutamente, e poiché penso che non pagassero la tassa di occupazione del suolo pubblico, e poiché erano fuori dagli spazi adibiti a parcheggio, deduco che motivi per intervenire c’erano. Chiaro che il problema non è dove parcheggiano la macchina, il problema è che c’erano bravi ragazzi ma anche incivili vandali dall’accento e dal cognome chiaramente non Lombardo: cosa ha fatto la Polizia Municipale contro costoro? Nulla. Né in piazza sant’Ilario né altrove. Eppure erano pagati per intervenire. Era un esempio ma emblematico per capire la situazione. Quando il prete di Nizzolina scrive sul foglio della messa per chiedere aiuto affinché la piazza "torni di proprietà della gente" vuol dire che non va. Eppure gli agenti erano pagati per difendere la tranquillità del territorio. E la loro attività, come dimostrano i fatti richiamati, che sono solo esempi, è stata INUTILE, perché è andata a colpire la piccola "turbata" del cittadino onesto che va a 60 all’ora perché la strada è vuota e non in giro nessuno... ma il delinquente, quello non l’ha disturbato nessuno. E l’attività di questa estate è già configurabile nell’attività che state deliberando infatti, come scrivono il ViceSindaco di Gorla Minore e quello di Marnate "il progetto "COMUNI SICURI" inizia il 24 giugno 2002". Che vergogna la Regione Lombardia, che vuole ergersi a modello di amministrazione, in realtà è solo apparenza poiché eroga soldi a caso. E così finisce la storia. Voi approverete, poi direte agli elettori "visto come siamo bravi, Vi proteggiamo…", la Polizia Municipale si prende 44.000 euro dalla Regine e circa 30.000 dai Comuni Marnate e Gorla Minore, i vandali restano liberi e quando il cittadino verrà da Voi e Vi dirà: "mi hanno denigrato / insultato; maleducati si ritrovano sotto casa mia a far baccano" e altre cose simili, al cittadino, che gli 80.000 euro li ha pagati, al cittadino direte, sorridendo: "Sporgi denuncia e poi si vedrà. La Magistratura farà il suo dovere". E Marnate, da domani, presi i soldi, tornerà un paese tranquillo.

 

INIZIO SEDUTA: h 21,05 TERMINE SEDUTA: h 1,10

 


 

CONSIGLIO COMUNALE DEL 31 LUGLIO 2002

 

PUNTO N. 1 - RICOGNIZIONE SULLO STATO DI ATTUAZIONE DEI PROGRAMMI AI SENSI DELL’ARTICOLO 193, COMMA 2 DEL DISEGNO LEGISLATIVO 18.08.2000, N. 267;

(scritto prendendo spunto dal medesimo punto del Consiglio Comunale del 2 agosto 2001 – punto n.3; in neretto le parti nuove)

Appare evidente, e sotto un certo profilo preoccupante, che la fonte di finanziamento maggiormente usata per finanziare i lavori siano gli oneri di urbanizzazione. Questi oneri, è evidente, ci sono nel momento in cui c’è anche un processo di urbanizzazione, e che un Comune, un’Amministrazione Comunale, debba reggere il finanziamento delle proprie opere pubbliche su un processo di edificazione può, e a Marnate mi pare di poter dire che è avvenuto e sta avvenendo, può dar vita a un processo di "edificazione selvaggia" che, in cambio di soldi, toglie spazio al verde, toglie spazio alle persone poiché bisogna costruire il più possibile sul minor spazio possibile, toglie spazio alla persona umana. In cambio, certo, ci sono soldi, oneri di urbanizzazione ma in cambio di questi soldi, per mettere sull’altare questi soldi, avete sacrificato la persona, riducendone gli spazi vitali e il verde. Con uno spettro che si prospetta per il futuro: quando Voi, fautori del cemento, amici del cemento, avrete urbanizzato tutto il territorio comunale (e questo risultato non è lontano: il colpo di grazia arriverà con il Piano Regolatore Generale), quando avrete urbanizzato tutto il territorio comunale, cosa resterà di quelle fonti di finanziamento, dove andrete a trovare i soldi… o meglio: dove andranno i futuri amministratori a trovare i soldi, visto che sugli oneri di urbanizzazione avete basato i finanziamenti per le opere pubbliche? Ma questo è un discorso futuro, che, sono convinto, un domani altre forze politiche sapranno gestire in un’ottica diversa. L’altra grossa fonte di finanziamento è l’accensione di mutui: questo modo di operare, è sempre stato una costante delle Giunte Chierichetti, torna sempre con l’avvicinarsi del periodo elettorale: le elezioni sono previste a giugno del 2004, le opere occorre impostarle adesso affinché siano pronte per allora, però, siccome, non avete i soldi in quanto li avete dilapidati in precedenza, accendete i mutui che poi saranno altri, altre amministrazioni, che magari avrebbero fatto scelte diverse, saranno altre amministrazioni, dicevo, a pagare i mutui che Voi adesso accendete. Per quanto riguarda le opere attuali… bhè, certamente qualcosa è stata fatta… ma basta così per essere soddisfatti? Secondo me no perché non vedo nulla, in queste spese, che possa cambiare in meglio la qualità della vita dei marnatesi. Io, parlando di opere pubbliche, sono attento all’ambiente e allo spazio che si va a urbanizzare: gli spazi, lo dice la parola stessa, sono belli se sono larghi, se danno spazio per muoversi e vivere. E lì dentro io queste cose non le vedo. Vedo, parlando in termini generali, solo servizi di ordinaria amministrazione, che fate più per "obbligo" che per effettiva volontà. E dunque non posso fare a meno di pensare che erano altre le esigenze che la società marnatese esprimeva e alle quali quelle opere pubbliche dovevano dare risposta. Anche se, a dire la verità, rispetto agli anni scorsi c’è qualcosa in più e sono le rotonde, tre, previste in alcuni incroci: ma si tratta di "progetti", di opere "in cantiere" che, c’è da scommettere, verranno pronte per il giugno 2004 per la campagna elettorale. Ma le esigenze dei marnatesi sono tutto il quinquennio, non solo per i Vostri comodi. Vi sono poi questioni legate esclusivamente alla legislazione vigente ovvero mi lascia perplesso donare 68.482,18 euro per l’ampliamento della scuola materna san Luigi che, lo ricordo, è una struttura privata: sebbene l’operazione da un punto di vista umano mi trova concorde, tuttavia ribadisco che esprimo dubbi da un punto di vista di opportunità legislativa. Ancora nell’elenco dei lavori leggo che viene incluso anche il risanamento ambientale della sanitaria meschina: tale lavoro era incluso nella medesima lista anche l’anno scorso e quando, un anno fa, dissi che il lavoro in realtà non era chiuso l’Assessore Cerana disse che avevo torto perché in realtà il risanamento era completato: lo stato di fine lavori si scopre essere stato il 30 / 11 / 2001 (per chiudere la questione ricordo che il Consiglio Comunale fu il 2 agosto 2001). Già che mi rivolgo all’Assessore Cerana a lui voglio chiedere spiegazione della grande differenza di costo tra le te rotatorie in programma: per quella di via Roma sono previsti 80.000- euro di spesa, per quella in via Diaz circa 200.000 euro e una cifra simile per quella vicino al cimitero: quasi il doppio per quale motivo queste differenze di prezzo? Resta poi la singolarità dell’operazione "rotatoria di via Roma" finanziata con i soldi della discarica: a parole gli Assessore, la Giunta, il Sindaco sparano sulla discarica, nei fatti quando la discarica eroga i soldi… "pecunia non olet", è proprio il caso di dirlo: "i soldi non puzzano". E poi la villetta di via Marconi: la data di chiusura lavori indicata nel prospetto di delibera è errata: modifiche successive a tale data ne sono state apportate a seguito dei nostri esposti, di questo Gruppo Consigliare, all’Azienda Sanitaria Locale.

 

PUNTO N. 2 - APPROVAZIONE PIANO DI INTERVENTO DIRITTO ALLO STUDIO – ANNO SCOLASTICO 2002 / 2003

(scritto prendendo spunto dal medesimo punto dei Consiglio Comunale del luglio 2000 – parteiniziale punto n.3; e del Consiglio Comunale del 2 agosto 2001 - punto n.5; in neretto le parti nuove)

E’ noto che, a dicembre, sotto Natale, i bambini preparano la letterina da mettere sotto l’albero e, secondo la credenza, valida anche a tarda età per i bambini più ingenui, passa Babbo Natale che prende la lettera ed esaudisce i desideri tanti di più quanto più è stato buono il bambino. In estate invece, parliamo sempre di bambini, le scuole elementari e medie preparano la letterina con le richieste e l’Amministrazione Comunale, per far vedere che è buona, li accontenta con i soldi della gente. E vissero tutti felici e contenti. Chi ci perde invece sono i fruitori del servizio scuola, i ragazzi, che vedono passare sopra le loro teste questo scambio epistolare fatto di milioni di parole e belle frasi. Parole e belle frasi che, dicevo, questa Amministrazione subisce passivamente, come si dice di "sì" a un bambino che piange per farlo smettere o, in contesti più preoccupanti, per captarne la benevolenza: la differenza è che stavolta in gioco ci sono soldi pubblici e si parla di scuola. In generale, è un Piano Diritto allo Studio caratterizzato da due elementi: lo sradicamento dal proprio territorio dei bambini e dei ragazzi, delle loro radici e della loro storia passata, e l’inserimento, al posto della storia del passato della propria terra, della MULTIETNICITA’, questo concetto che sta così a cuore a voi. Sia ben chiaro, nessuno è contrario all’inserimento degli extracomunitari che sono qui (poiché se hanno i figli a scuola dovrebbero essere in regola: questa Amministrazione è in grado di garantirlo stasera? – lo chiedo all’Assessore), nessuno è contrario quindi al finanziamento di un mediatore culturale… a proposito, avrei qualche altra domanda da fare all’Assessore: nella bozza di previsione allegata al Piano Diritto allo Studio non vedo il dettaglio di previsione per detta spesa: posso chiedere all’Assessore quant’è? Oltre a questo ritengo sia molto difficile, ancorché impossibile, esprimere un giudizio su questo piano perché se è vero che la documentazione includeva i fogli con le richieste delle scuole al Comune, è anche vero che non esiste nessun foglio del Comune che chiarisca in che misura tali richieste siano state soddisfatte o meno. Ad esempio: le scuole chiedono dei banchi, e nel Piano Diritto allo Studio ci sono stanziati soldi per nuovi banchi. Ma è impossibile, a meno che uno non sappia quanto costa un banco, è impossibile sapere QUANTI ne verranno acquistati: se tutti quelli chiesti dalla scuola, se ne verranno acquistati in più (da tenere di scorta) o se ne verranno acquistati di meno. Chiaro che questo dei banchi è un esempio, vale per tutte le voci: il Paino Diritto alo Studio non le specifica nel dettaglio e quindi è impossibile stabilire in che misura siano state o meno soddisfatte le richieste delle scuole. Tornando al discorso generale, politico, da fare, sul Vostro Piano Diritto allo Studio, sebbene lo giudichi da bocciare in quanto tendente a sradicare dal proprio territorio le radici culturali a favore del disvalore della multietnicità. Basta vedere la voce maggiore fra quelle visionabili nella bozza di previsione: è quella che include l’incarico a un mediatore culturale per un migliore inserimento degli alunni extracomunitari. Si parla di scambi culturali, di accettazione di altre culture e tutto questo non mi trova concorde se si pensa che non una riga, non una frase, non una parola, non un avverbio, neppure un segno ortografico è stato dedicato a un ipotetico capitolo per la "valorizzazione delle proprie radici e tradizioni": per questo ipotetico capitolo la somma stanziata è uguale a ZERO, neppure 50- centesimi di euro, ma che dico: neppure è stato menzionato questo discorso, neppure abbozzato. Zero per la cultura locale, la cifra massima per il progetto interculturale. E questo è il Vostro progetto: sradicare la cultura locale, al posto della quale inserire la cultura multietnica, cioè il cittadino non è più marnatese, nizzolinese, lombardo… ma è cittadino del mondo, e l’individuo non è più tale ma si perde in un amalgama deforme di razze, colori, religioni e culture le più differenti. Senza tradizioni, Signor Sindaco, Assessori, Colleghi Consiglieri, maestri e professori che avete stilato questo Piano per il Diritto allo Studio: senza tradizioni non ci sono uomini. Se uno non sa da dove viene, non può sapere dove andare. E di pari passo con questa filosofia troviamo stanziamenti di soli 1.000- euro per le manifestazioni sportive, uno dei momenti di maggiore aggregazione fra bambini e ragazzi di classi ed età differenti: per questo lo stanziamento è di soli 2 milioni di vecchie lire. Certo, le risorse di un Comune possono essere poche però nel Vostro piccolo fate la Vostra parte di male: cercate di rompere l’aggregazione dei bambini, tagliate le radici, una volta solide, delle tradizioni locali e al loro posto volete mettere le radici per la società multietnica. Non con il mio voto.

DICHIARAZIONE DI VOTO

Il discorso non è stato scritto, in sostanza è stato fatto notare che la maggior parte dei bambini per i quali è richiesto l’intervento del mediatore culturale sono bambini dal cognome tipicamente lombardo: si tratta cioè di bambini adottati; è stato poi rimarcato che la contrarietà è determinata soprattutto dal fatto che non sono previste, all’interno del Paino Diritto alo Studio, fondi e progetti per la valorizzazione della cultura locale a fronte invece di somme ingenti per la propagazione della cultura multietnica.

 

PUNTO N. 3 - RATIFICA DELIBERA DI GIUNTA COMUNALE N. 97 DEL 13.07.2002 AD OGGETTO: "VARIAZIONE N. 2 AL BILANCIO DI PREVISIONE – ESERCIZIO FINANZIARIO 2002"

(scritto prendendo spunto dal medesimo punto del ConsiglioComunale del 30 aprile 2002 – punto n.1)

Signor Sindaco, colleghi Consiglieri, quest’oggi, ancora una volta, come capita da molto tempo a questa parte la Giunta Comunale viene a chiedere al Consiglio la ratifica di una decisione presa autonomamente nelle segrete stanze all’incirca un mese fa. Quest’oggi, ancora una volta, la Giunta Comunale mette il Consiglio nuovamente di fronte al fatto compiuto di dover ratificare una decisione presa altrove di cui nessuno di noi Consiglieri è stato fatto partecipe. Che cos’è una variazione al Bilancio? Vuol dire che si prendono dei soldi da un capitolo e si spostano ad un altro, modificando talvolta le voci generali di entrata e uscita. Di variazioni di Bilancio ne avete fatte 7 nel ’99 e 6 nel 2000: del 2000 oltretutto ho i dati completi e così posso dire che nel 2000 avete fatto 6 variazioni al Bilancio su 9 Consigli Comunali; nel 2001 5 variazioni su 8 Consigli Comunali. Le variazioni al Bilancio, lo ricordavo prima, sono delle variazioni, talvolta anche sostanziali, all’indirizzo politico che questa Assemblea esprime mediante il voto sull’organo amministrativo per eccellenza, appunto il Bilancio Comunale. Ma quello che mi preme sottolineare, ricordare, evidenziare e rimarcare è che la variazione al Bilancio non è, come Voi volete far credere, come il Vostro atteggiamento tenta di dimostrare, non è prerogativa della Giunta Comunale. Nossignore: il Bilancio Comunale è uno strumento riservato alle cure e all’attenzione del Consiglio Comunale ed è il Consiglio Comunale che deve fare (non: ratificare) il Bilancio, il quale Bilancio è uno strumento che non è fermo e immutabile (solo i paracarri sono fermi e immutabili) non è un Vangelo su cui sono scritti da gennaio quelli che saranno i bisogni della collettività; tutt’altro, il Bilancio è… anzi: mi rendo conto di che Giunta e di quale maggioranza ho davanti… il Bilancio dovrebbe essere uno strumento nel quale all’inizio dell’anno si prevedono i bisogni della comunità in maniera approssimativa e poi, man mano che si intravedono o nascono altre esigenze, occorre che il Consiglio Comunale sappia modificare il suo strumento per venire incontro alle esigenze del paese… ma ripeto, è il Consiglio Comunale deputato a questo compito, non la Giunta. La cosa grave e inaudita è dover leggere nel prospetto di delibera che "la giunta Comunale ha assunto legittimamente i poteri del Consiglio Comunale in quanto sussistenti gli estremi dell’urgenza…" Ma quali sono? Quali sono gli "estremi dell’urgenza" per i quali si è reso necessario che la Giunta assumesse i poteri del Consiglio Comunale e variasse il Bilancio? Qual’era l’urgenza? Qualcuno, che volente o nolente (o forse solo per il fatto che non gliene frega niente) dovrà approvare questi fogli, è in grado di dirmi, o almeno di inventarsi, perché si ritiene che ci fossero i requisiti dell’urgenza? Nessuno, perché essi non ci sono! La delibera di Giunta è datata 13 luglio? Il Bilancio Comunale è uno strumento che va usato con legittima prudenza e solo dal suo legittimo proprietario, il Consiglio Comunale, a meno che, ma penso di essere facile profeta nel dire che ciò non avverrà, a meno che qualcuno non riesce a dimostrarmi che vi erano realmente gli estremi di urgenza e non si faceva in tempo a riunire il consiglio. Negli altri comuni, nei più grossi, ma anche in quelli medio / piccoli come il nostro, vi è spesso istituita la Commissione Bilancio, formata da Consiglieri Comunali che si intendono di materia contabile, la quale ha una procedura più snella rispetto al Consiglio e procede in maniera più veloce agli spostamenti economici necessari. Con ciò, senza snaturare la paternità del Bilancio, che appartiene a questa Assemblea Civica. Ma forse questo gruppo di maggioranza non dispone di figure professionali in grado di riscoprire tale funzione. Respingo una decisione della Giunta calata e imposta dall’alto. La seconda obiezione che muovo è di carattere tecnico-politica: ma è possibile non solo che l’anno scorso si siano fatte 5 variazioni di bilancio, non solo che l’anno prima le variazioni sono state 6, in quello prima ancora 7, non solo che, è appurato, generalmente i Vostri Bilanci subiscono sempre diverse variazioni nel corso dell’anno, ma con stasera saliamo già a quota due, su quattro Consigli Comunali fatti? L’atteggiamento di questa maggioranza è poi scioccante: c’è un Bilancio da approvare? Voilà, approvato. C’è una variazione da fare? Voilà, approvata. Altro? Ce n’è un’altra? Un’altra variazione al Bilancio? Voilà, approvata. E chi se ne frega… chi se ne frega del Bilancio approvato da Voi stessi qualche mese fa, chi se ne frega di quei capitoli di spesa che neanche avete letto, chi se ne frega di quelle noiose voci in entrata e uscita, chi se ne frega del ruolo sovrano del Consiglio Comunale, abdicato in favore della Giunta, non si sa per quale motivo… nel disinteresse, anzi occorre parlar chiaro, nel menefreghismo più assoluto tutte le decisioni prese dalla Giunta passano sopra le nostre teste perché, tanto, alla maggioranza va sempre bene. Il Bilancio è a cura del Consiglio Comunale? Ma sì, la Giunta lo modifichi, sposti, allarghi, restringa quanto vuole… una volta, due volte tre volte, otto volte, dieci volte, ma sì quanto vuole, poi, quando ha sistemato il bilancio ai comodi Suoi, venga in quest’aula per la ratifica FORMALE. E sottolineo FORMALE: qualcuno ha speso parole per chiedere delucidazioni sulle modifiche apportate? Ma guardandoVi in faccia, a qualcuno interessa? Indubbiamente, tutte queste variazioni in un Bilancio, oltretutto di così recente approvazione, sono motivi in più che danno ragione alle forze di opposizione che i Vostri Bilanci li bocciano, perché vuol dire che sono una previsione inattendibile delle esigenze sociali. Resta da condannare il modo di operare di questa Giunta che mette questo Consiglio Comunale ripetutamente di fronte al fatto compiuto di un’operazione da convalidare o ratificare, dandone oltretutto scarsa e scarna motivazione nel corso della seduta.

 

PUNTO N. 4 - ADOZIONE PIANO DI RECUPERO VIA INDIPENDENZA

(scritto prendendo spunto dal medesimo punto del ConsiglioComunale del 13 giugno 2002 – punto n.10 - in neretto le parti nuove)

Anzitutto una nota negativa sulla relazione dell’architetto: in essa il fabbricato viene indicato come "isolato" nel comune di Marante: ma quale "isolato", è in una via centrale! Ma quale "isolato": è circondato da abitazioni! Non sarà mica una relazione prestampata… Nel disegno (RIFERIMENTO= TAVOLA 1) nel disegno è previsto un parcheggio: ma lo spazio per l’ingresso delle macchine è ridotto: infatti prendendo a riferimento i disegni pubblicati sulla tavola n. 2 e analizzando il rapporto in scala, lo spazio di accesso per le automobili dovrebbe essere meno di 2 metri. Questo nello specifico. Diciamo poi che, sostanzialmente, quello che caratterizza un’Amministrazione comunale è, oppure dovrebbe essere, la qualità della vita che si offre ai cittadini: un paese anonimo oppure "nato a caso" senza un filo conduttore logico che ne orchestri e armonizzi le costruzioni, di qualsiasi tipo (abitativo, industriale, sociale…); un paese nato a caso, dicevo, senza una connotazione urbana ed edilizia precisa, non può essere considerato un paese corrispondente con una qualità alta della vita, come i cittadini di Marnate e Nizzolina meritano. Interventi di recupero, come in questo caso, sono avvenuti a macchia di leopardo, senza una linea d0indirizzo precisa e si son risolti, nella maggior parte dei casi, nell’abbattimento degli edifici preesistenti a favore di condomini popolosissimi, vere e proprie scatole cinesi contenenti sempre più appartamenti, sempre più piccoli, sempre più vicini uno all’altro, sempre più attaccati uno all’altro. Sia per la tempistica di questi interventi, ripeto fatti a macchia di leopardo, sia per la qualità degli stessi, credo di poter affermare senza paura di essere smentito che il tessuto urbano di Marnate è la corretta cartina tornasole che dimostra quanto abbiate trascurato il territorio impostando l’urbanistica del paese sul modello degli interessi economici e non sul modello del "paese a dimensione d’uomo" come avrebbe potuto essere Marnate sotto un’altra amministrazione, più attenta alle esigenze dell’uomo che non a quelle del denaro: Voi edificate il più possibile nel minor spazio possibile non perché Vi piace il cemento ma per questioni di soldi: più costruite casermoni / conigliere più soldi incassa il Comune come oneri di urbanizzazione, e siccome i soldi non sapete più dove andarli a prendere van bene anche quelli che derivano dalla svendita del territorio. Lo schifo edilizio cu ci avete costretto culmina con i garage costruiti davanti all’entrata principale del santuario di Piazza IV Novembre. Certamente sembra non essere il caso di questa opera di intervento, perché si tratta di case più belle. Un auspicio che voglio fare per via Indipendenza è che queste nuove case vengano abitate da Lombardi, o comunque da settentrionali perché a furia di accogliere gente da fuori lo stato di via Indipendenza è ora sotto gli occhi. Per una via centrale di Marnate, di MARNA’, preferirei una altro sviluppo, anche se, certo una rondine non fa primavera.

 

PUNTO N. 5 - ADOZIONE PIANO DI RECUPERO VIA DAMIANO CHIESA

(scritto prendendo spunto dal medesimo punto del ConsiglioComunale del 30 aprile 2002 – punto n.10 - in neretto le parti nuove)

Appare evidente a tutti che le parole hanno un peso ed esprimono un significato. Nella fattispecie, parlare di "recupero" può essere ingannevole perché è un termine che lascia supporre l’esistenza di qualcosa che c’è, non va bene e va sistemato. Effettivamente passando in via Damiano Chiesa si può notare una cascina che risponde ai canoni sopra descritti ed effettivamente potrebbe essere plausibile pensare un piano di recupero che la interessi; anche da parte del Sottoscritto, che per varie ragioni ha occasione di entrare nella cascina, un intervento di recupero in tale area è ritenuta un’operazione meritevole. Finalmente a Marnate ci si decide ad abbellire, a recuperare, a fare nuove le cose vecchie perché ci si rende conto che il tempo passa per tutti, anche per le abitazioni. Ecco quindi che l’individuazione di un piano di recupero dovrebbe vedere l’unanimità del favore dei presenti in sala se non fosse che manca il progetto di quello che si vuole costruire al posto dell’edificio attualmente esistente. Quello che lasciamo lo conosciamo ma quello a cui andiamo incontro come sarà? Una discussione seria e serena dovrebbe essere incentrata su quello che verrà dopo, sui progetti in campo per la sistemazione dell’area in oggetto. Perché se è vero che l’area palesemente è da ritenersi oggetto di recupero urbanistico è comunque altrettanto vero che il recupero dovrà essere un’operazione degna di questo nome. Prendo in prestito una frase pronunciata recentemente dal Sindaco in questa sala: i disegni visti sulla carta sono tutti belli, poi realizzati possono riservare sorprese. Giungiamo a un’intesa: per il costruttore edile deve essere CONVENIENTE, per il paese deve essere BELLO, perché non basta buttar giù le cose vecchie e costruirne delle altre per dire "ho recuperato": il recupero deve essere un’operazione migliorativa non dei mattoni ma della struttura: è la struttura che deve essere recuperata e migliorata, che poi vuol dire abbellita: e abbellire vuol dire che dove prima c’era un bifamigliare domani ci sarà una villetta; dove prima c’era un albero domani ce ne saranno due; dove prima c’era un’area trascurata oggi c’è una fontana sgargiante di acqua e di vita. Ma è questo il "recupero" che ci si prospetta davanti? A tal proposito vorrei sapere dal competente Assessore Cerana, che ringrazio per l’esaustiva esposizione, quante saranno le famiglie che verranno ad abitare in questa costruzione; e, già che mi rivolgo all’Assessore Cerana, vorrei porrei altri quesiti: a) anzitutto chiederei di verificare il rispetto della distanza prevista per legge con il fabbricato sul lato est in via Silvio Pellico (dovrebbero essere 10 metri in totale, 5 ce ne sono dalla parte del caseggiato in costruzione, ma nel disegno non è indicata la distanza dall’altro edificio – dovrebbero essere altri 5 metri); b) quando e come verrà verificata la superficie drenante (superficie da lasciare a disposizione della natura per far sì che l’acqua torni al sottosuolo) visto che tutto è cementificato; c) avete considerato interventi viabilistici su via Damiano Chiesa? Diventerà a senso unico? Infatti la presenza del nuovo immobile incrementerà il numero di veicoli transitanti; i parcheggi che sono previsti come verranno fatti? A lisca di pesce sarebbero forse più agevoli… saranno pubblici o riservati ai residenti dell’immobile? d) infine: che sistemazione troveranno le famiglie che lì ora risiedono? Quando inizieranno i lavori dovranno infatti abbandonare la loro abitazione. Queste sono le domande aperte, a mio parere, su questo piano di recupero. Guardandomi in giro e guardando il paese vedo la costruzione solo di condomini, sempre più grandi e popolati e, quando va bene, villette bifamigliari. E questo perché? Perché negli anni ’60, quando si dice che non c’erano soldi, si edificavano ville o case autonome, oggi, che si dice ci siano soldi, si costruiscono immobili più popolosi? Qual è la logica: meno soldi abbiamo più grandi abbiamo le case, più soldi abbiamo più piccole abbiamo le case? Spero, ma lo credo fino a un certo punto, che questa costruzione inverta la tendenza.

 

PUNTO N. 7 - INTERROGAZIONE PRESENTATA DA UN CONSIGLIERE DELLA LISTA CIVICA MARNATE NIZZOLINA INSIEME

Il discorso non è stato scritto, in sostanza ci si è limitati a leggere l’interrogazione a risposta orale presentata il 7 maggio 2002 (protocollo n. 5392) con i vari documenti lì richiamati. In fase di dichiarazione di soddisfazione o non soddisfazione della risposta si è esternato il proprio stupore per come un bene di proprietà del Comune di Marnate, quindi un bene di pubblica proprietà, possa venire usato per festeggiamenti privati.

 

PUNTO N. 8 - INTERROGAZIONE PRESENTATA DA UN CONSIGLIERE DELLA LISTA CIVICA MARNATE NIZZOLINA INSIEME

Prima di pronunciare il seguente discorso si è data lettura dell’interrogazione a risposta orale presentata il 7 maggio 2002 (protocollo n. 5393) e i documenti richiamati in tale interrogazione. Quella di stasera è un’interrogazione che fa capire a chiunque quanto voi siate delle persone false, quanto di voi non ci si possa fidare, quanto siate doppiogiochisti, opportunisti, quanto siate poco onesti nell’ammettere la verità e nello scriverla e, soprattutto, quanto siate vigliacchi, sì, l’ho detto e lo ripeto: vigliacchi; anche se avete la forza dei numeri: vigliacchi; anche se rappresentate lo Stato: vigliacchi; anche se andate in giro a fare le persone che contano in realtà non siete che vigliacchi, gente che colpisce alle spalle, mentre l’altro non vede, gente che compie un atto e poi finge di non sapere se l’ha fatto o no, gente che finge di non aver visto, gente che finge di non aver sentito, gente che finge di non sapere: una cultura da vigliacchi, che questa Amministrazione ha scelto di far propria. Quando alcuni cittadini mi hanno fatto notare la presenza la presenza di un palo pubblico su una strada privata ho chiesto se il palo fosse di proprietà del Comune di Marnate, e sapevate benissimo che così era ma non lo volevate mettere per scritto; ho chiesto se il pagamento della luce fosse a carico del Comune o di un privato, e sapevate benissimo che era a carico dei soldi della comunità ma non avete avuto il coraggio di ammetterlo. Dopo una rapida consulenza con alcuni tecnici del settore e dopo qualche telefonata alla ditta "S.O.L.E." ho avuto la conferma di quanto era effettivamente preventivabile, e cioè che tutti i pali contraddistinti dal marchio "S.O.L.E." e da un numero sono stati installati dal Comune di Marnate e allacciati alla rete comunale. E’ strano che nessuno in Comune lo sapesse. E’ strano che se un cittadino indica col dito un palo luminoso chiedendo se è del Comune oppure no nessuno sappia dargli una risposta. Più che strano è impossibile. Cioè se il Comune non dà risposta in questo caso non è perché non conosce la risposta ma perché NON LA VUOLE DIRE!!! E la Legge sull’accesso agli atti? E il diritto dei Consiglieri Comunali ad avere le informazioni utili all’espletamento del mandato? E la trasparenza? Bella la trasparenza quando vuol dire mettersi in mostra con i soldi pubblici, bella la trasparenza quando conviene… ma quando non conviene? Allora la trasparenza la si copre, fino a negare il suo concetto… strano: chi si dichiara "democratico" dovrebbe sempre rispondere alle domande, anche a quelle scomode, anzi soprattutto a quelle!!! A meno che non è "democratico" solo a parole, perché conviene, e non nei fatti.

INIZIO SEDUTA: h 21,05 TERMINE SEDUTA: h 0,05

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