VADO AL MASSIMO,
VADO IN MESSICO


Se concentrassimo 7 miliardi di persone (l’intera popolazione mondiale o forse anche di più) nel solo territorio del Messico, ne risulterebbe una densità di popolazione uguale a quella del Comune di Saronno, cioè 3.611 abitanti per ogni kilometro quadrato. Con una simile densità di popolazione potremmo accasare nella sola Lombardia tutti gli italiani più tutti i canadesi.

Per fare alcuni raffronti, si pensi che la densità della provincia di Milano è 1.445 ab/kmq; quella della provincia di Varese è 669 ab/kmq; provincia di Como: 385 ab/kmq; riunendo le tre province di Milano, Varese e Como si ottiene una densità di 927 ab/kmq; in regione Lombardia si ha una densità di 375 ab/kmq; in Italia: 192 ab/kmq.

Saronno non è dunque in grado di assorbire ulteriore popolazione, considerando anche che:

(a) la superficie comunale è ristretta a soli 10,8 kmq, quando Uboldo occupa 10,6 kmq, Gerenzano 9,8 kmq e Caronno Pertusella 8,6 kmq;

(b) i due terzi del territorio comunale sono già urbanizzati, e nulla vieta di consegnare "libero" il rimanente terzo alle future generazioni.

In una situazione come questa, si presenta il problema della destinazione di un’area di circa 360.000 mq a ridosso del centro cittadino. Che fare? Alcuni pensano che su metà di quest’area dovrà sorgere un parco-giardino. Altri vorrebbero più costruzioni, altri ancora vorrebbero più verde, strade, parcheggi...

Il piano regolatore generale adottato dal Consiglio Comunale di Saronno il 26 ottobre 1994 stabilisce che devono esserci 1.275.328 mq di verde pubblico attrezzato. Attualmente ne esistono solo 290.481; pertanto, a norma di legge, dovranno in futuro essere destinati a verde pubblico attrezzato ben 984.847 mq; l’assessore Ferrante nel 1993 scriveva che a Saronno "rispetto all’attuale fabbisogno di legge [c’è] un deficit assoluto di oltre 560.000 mq" di aree verdi attrezzate. Che se ne sia dimenticato, essendo oggi prevista un’area verde di soli 180.000 mq nelle aree dismesse?

La verità è che il verde pubblico attrezzato sarebbe insufficiente anche se tutte le aree dismesse fossero interamente destinate a verde, e il PRG del 1994 non sarebbe "approvabile" (come scriveva l’assessore Ferrante).

Dal momento che è in centro che si utilizzano giardini attrezzati, prati e parchi, e che è in centro che si apre un’area di 360.000 mq, non è forse "logico" che tale area, intera e non al 50% come si vorrebbe, venga utilizzata a vantaggio dei già troppi saronnesi avendo cura di migliorare la viabilità e la stazione ferroviaria?

Un parco a sei piani

1- Ferrante scripsit ("Città di Saronno", inserto "Anno del P.R.G.", n. 1 del 1993):

a) il 67% del territorio è già urbanizzato. Questo rapporto è di circa 3,5 volte superiore a quello di tutti i comuni confinanti. Questo problema, nel definire le scelte del PRG, deve necessariamente essere assunto come dato di partenza più importante, perché un atteggiamento responsabile impone che quel-metro-quadrato-su-tre-che-resta vada usato con estrema parsimonia.

b) all’origine delle difficoltà di traffico nell’assetto viario saronnese abbiamo il sottodimensionamento del sistema stradale e del sistema dei parcheggi, la sovrapposizione di ruoli tra strade destinate all’attraversamento e strade destinate al solo traffico locale. La compattezza dell’urbanizzazione ... rende problematiche se non impossibili soluzioni di ridisegno radicale del sistema viabilistico.

c) non è vero che a Saronno non ci sia offerta di abitazioni, sappiamo che esiste molto invenduto nelle ultime iniziative immobiliari, sappiamo che esistono centinaia di alloggi vuoti e sfitti. Il PRG dovrà pertanto mettersi in un’ottica di intervento sul mercato, calmierandolo, più che preoccuparsi di individuare nuove aree edificabili.

d) nella dotazione complessiva di standard, il piatto piange soprattutto per il verde attrezzato: rispetto all’attuale fabbisogno di legge [c’è] un deficit assoluto di oltre 560.000 metri quadri. La possibile risposta a questo problema è una sola: costruire meno, piantumare di più.

e) essendo il nostro patrimonio abitativo largamente superiore agli abitanti, la bozza di PRG determina un fabbisogno di aree per i servizi pubblici pari a 2.769.976 mq. In termini pratici questo significa che, per rendere il PRG approvabile, quasi tutte le aree attualmente inedificate devono restare tali.

Dunque, in soldoni, abbiamo:

Conclusione logica dei cattocomunisti nostrani: costruiamo, costruiamo con gioia! Per credere, guardare nell’area della CEMSA spa; ma la CEMSA è dei "soliti noti" e a loro, come è noto, tutto è permesso! Gnam, gnam, gnam.

2- Ferrante scripsit ("Città di Saronno", n. 6 del 1994):

a) ogni amministrazione comunale di questa Repubblica ha sempre visto nell’esercizio dell’urbanistica soprattutto uno straordinario potere, che si è sempre manifestato nel favorire gli amici. Rendere un’area edificabile costa poco, basta un "retino" al posto di un altro e si modificano i valori del terreno di "n" volte.

b) una città, per essere colta, deve partire dalla propria storia, deve valorizzarne le tracce, deve potenziarne gli effetti futuri.

c) quel poco di territorio libero che resta deve essere tutelato come spazio da conservare inedificato, luogo di verde che oggi è prevalentemente agricolo e che domani potrà e dovrà essere prevalentemente parco.

d) nella Saronno di domani il verde inteso come spazio godibile sarà realizzato nelle immediate adiacenze del centro, esattamente come avviene per i grandi parchi di tutte le grandi città.

e) la dotazione complessiva di verde pubblico attrezzato è di mq 1.275.328, di cui 290.481 esistenti e 984.847 nuovi.

A questo punto però nascono alcuni interrogativi:


Indice