Il Referendum sull'Indipendenza della Padania del
25 maggio 1997
Il 25 maggio, come in tutte le città della Padania, anche a Saronno sono stati allestiti i "gazebo", quattro per la precisione. Una continua incessante processione di cittadini, in totale 2.904, ha tenuto occupati i seggi per l'intera giornata dalle nove del mattino alle nove della sera e, all'apertura delle urne, i voti favorevoli all'Indipendenza della Padania erano 2.775.
Un sincero ringraziamento a chi ci ha votato ed a coloro che hanno reso possibile, con il loro sacrificio personale, l'eccezionale riuscita della giornata.
Per una manifestazione autoconvocata, che chiaramente non aveva alcun valore immediato, ma solo politico, è un successo enorme. Se si considera che nell'intera Padania sono andati al voto circa 4 milioni e ottocentomila persone che non hanno avuto paura a mostrarsi e a farsi riconoscere, è evidente che il messaggio inviato a Roma è forte e chiaro: vogliamo la nostra libertà, non ci riconosciamo più nei patti sociali che stanno a fondamento di questo stato.
E gli altri?? Le illuminate menti italiche??
Forse per troppo tempo assorte nei loro alti pensieri per poter seguire le vicissitudini dei poveri cittadini che li contornano, di questa marmaglia becera e plebea che osa metterli in discussione, non si sono accorte di quello che succedeva attorno a loro.
La loro posizione più irritante, fino all'insulto, è la loro certezza di immortalità, di missione divina da portare a termine, l'assoluta convinzione di essere gli unti del Signore, loro non si mettono mai in discussione, loro non sbagliano mai, loro sono, alla Mary Poppins, "praticamente perfetti".
Eppure noi esistiamo, noi ci contiamo, noi siamo tanti: vi siete mai chiesti perchè siamo tanti e continuiamo a crescere? Non vi è mai venuto il sospetto che la nostra esistenza, il nostro aumento costante non derivi anche dai Vostri Errori del Passato e del Presente?
Quindi come bravi discepoli (si potrebbe dire bravi soldatini, bravi picciotti, ecc, ma non vogliamo infierire) continuate nella distruzione, nella cementificazione di questa città, di questa nazione, di questo stato che vi ostinate a considerare uno e inamovibile, avendo imparato, seppur letterati, ben poco dalla Storia: persino i grandi Imperi, persino le grandi Nazioni scompaiono, figuriamoci quei poveri Stati ridotti dai loro stessi governanti allo stremo, come questa povera vostra Italia.
Tra tutte le prese di posizione post-referendum spicca quella di dell'esponente di Rifondazione Comunista, il capogruppo al Comune di Milano Gay: "Notizie romane di prima mano mi garantiscono che tutti gli apparati dello Stato stanno tenendo sotto controllo tutti i movimenti dei Leghisti. Se c'è qualcuno che deve preoccuparsi quelli non sono gli italiani, ma gli uomini del Carroccio" (Il Giornale - 26/05/97).
Da questa dichiarazione emergono due fatti, uno positivo e l'altro negativo: il fatto positivo è che il Sig. Gay non considera più gli uomini del Carroccio italiani e in questo concordiamo con lui: siamo e ci sentiamo Padani; quello negativo è l'amara constatazione che l'unica risposta che si sa costruire puzza tremendamente di repressione e di Santa Inquisizione.
A tutte queste farneticanti osservazioni noi risponderemo con sempre maggior impegno per arrivare ad essere liberi dal giogo di Roma padrona.
LEGA NORD
per L'INDIPENDENZA della PADANIA